da sapere
Tre isole (San Domino, San Nicola, Capraia), un isolotto (Cretaccio) e un pugno di scogli compongono l'arcipelago (in tutto km² 3 di superficie), 12 miglia marine al largo della costa settentrionale del Gargano.
Per gli antichi erano le insulae Diomedeae, perché Diomede, eroe della guerra d'Ilio, vi aveva trovato sepoltura; attorno volano ancora i suoi compagni, le diomedee in cui Afrodite li aveva trasformati, rari uccelli di mare della famiglia delle procellarie che fanno il nido sui calcari di S. Dòmino.
Gli abitanti, pescatori e contadini, parlano un dialetto di radice partenopea come discendenti dei napoletani che vi deportò, nel 1843, Ferdinando II. Fra la vegetazione, oltre la vite, l'ulivo, gli agrumi, anche il rosmarino, il lentisco, il corbezzolo, la mortella e l'alisso leucadeo.
Dal 1989 l'arcipelago, di acque limpide e frastagliata costa ricca di grotte, è Riserva naturale marina, poi ricompresa nel Parco nazionale del Gargano.