da sapere
Seguendo un destino comune ad altri ex borghi di pescatori, Palau deve il suo volto odierno allo scalo portuale che collega all’Arcipelago della Maddalena. La seconda metà del Novecento, con il boom turistico, ha vivacizzato non poco la cittadina nata il secolo prima. Nell’incessante andare e tornare, uno sguardo più attento fa apprezzare la bellezza della costa e ciò che ha da offrire: chilometri di spiagge, promontori e insenature cui spesso guardano ville e borghi di seconde case immerse nella macchia mediterranea, come da ‘tradizione’ del litorale settentrionale. Principale attrazione è la roccia di capo d’Orso, sorprendente scultura naturale che si erge a 6 chilometri dall’abitato. Per una gita o qualche giorno lungo le coste dell’arcipelago protetto dal parco nazionale, lo sbarco è a La Maddalena, che conserva attorno alla piazza la fisionomia di fine Ottocento, quando acquistò importanza come base della Marina Militare. Le terre emerse sono scolpite nel granito dal vento e ammantate dalla macchia mediterranea, le coste frastagliate celano spiaggette solitarie, i fondali per lo più rocciosi sono ricchissimi di vita e non di rado capita di avvistare delfini e balenottere, con la sensazione persistente di essere osservati dallo sguardo degli uccelli marini. Una dozzina le spiagge sulle isole maggiori, La Maddalena e Caprera, dall’ampia striscia di sabbia di Spalmatore alle calette di Giardinelli, per poi allargare lo sguardo alle isolette di Santa Maria, Budelli e Spargi, servite dai barcaioli maddalenini. Tornati a Palau, un’esplosione di sapore è assicurata con ‘lu ziminu’, tipica zuppa di pesce locale.