da sapere
Qualche cinefilo potrebbe riconoscere in Cefalù i luoghi scelti da Giuseppe Tornatore nel suo Nuovo Cinema Paradiso e da Elio Petri per ambientare la versione cinematografica del romanzo di Sciascia A ciascuno il suo. Oggi rinomata località balneare della costa tirrenica, Cefalù è stata una città prediletta dai re normanni. Normanno era il re di cui porta il nome corso Ruggero, dove da edifici di diverse epoche si affacciano i balconi in ferro o ghisa. Da questa direttrice vicoli gradonati salgono verso la roccia e strade rettilinee scendono verso il mare. Normanna è l’immagine più nota della città, quella della cattedrale custode di straordinari mosaici rilucenti d’oro. Fiore all’occhiello del museo Mandralisca è il celebre Ritratto d’ignoto che Antonello da Messina dipinse nel 1465. In alto, sulla Rocca, si trova il cosiddetto Tempio di Diana, suggestivo monumento megalitico poi oggetto di rifacimenti da parte di greci e bizantini. Resti dell’antichità si ritrovano a una ventina di chilometri sulla costa verso Palermo: è l’antica Himera, della quale rimangono perlopiù i reperti conservati nel museo dell’area archeologica. La vita culturale e marittima di Cefalù non esclude, tuttavia, una visita nell’entroterra, dal santuario di Gibilmanna, meta di pellegrinaggi da tutta la Sicilia, ai paesi di montagna come Castelbuono, Collesano, Petralìa Sottana ma non solo, che ricorrono nelle cronache automobilistiche della storica Targa Florio. Il territorio è protetto dal Parco Regionale delle Madonie, che include montagne fra le più alte dell’isola, boschi alla soglia dell’incredibile e rarità botaniche sorvolate da aquile e grifoni. Dal santuario della Madonna dell’Alto, a 1819 metri di quota, e da tanti altri punti, strada facendo, lo sguardo spazia lontano, fino all’Etna e alle isole Eolie.