Ortigia/cc_by Leandroworldstour
Cuore della Sicilia greca, Siracusa sorge nell’area orientale dell’isola dove più risuonano gli echi della colonizzazione ellenica. Al mar Ionio sullo sfondo fanno da contrappunto il cono vulcanico dell’Etna a nord e i monti Iblei alle spalle della città. Oltre alla terraferma, Siracusa si è sviluppata fin dall’antichità nei confini ristretti e più facilmente difendibili dell’isola di Ortigia. Le dimensioni di appena un chilometro quadrato spiegano perché i siracusani la chiamino “lo scoglio”. Ancora più sorprendente, quindi, la concentrazione di storia che si respira in ogni angolo, dalle rovine del tempio di Apollo al tempio di Atena che vive ancora sorprendentemente inglobato nel duomo. I palazzi medievali si susseguono nelle vie Maestranza e Vittorio Veneto, parallela al lungomare di Levante dove alcuni resti di bastioni fanno da sfondo al mercato giornaliero di frutta e pesce. Merita una visita anche la Galleria regionale ospitata nell’ex monastero benedettino. Sull’estremità meridionale di erge il castello Maniace, voluto nel Duecento da Federico II. Proseguendo lungo il perimetro dell’isola, la millenaria fonte Aretusa segna l’inizio del passeggio Adorno, con vista sul porto Grande e sui resti della cinta muraria. Ma i greci non si limitarono alla superficie di Ortigia: lo testimonia l’area archeologica sulla terraferma cui l’isola è collegata dal ponte Nuovo. Non lontano dal museo che ne conserva i reperti, il parco accoglie tra i resti il teatro greco e l’anfiteatro romano. La pietra per costruirli proviene dalle vicine cave, le latomie, dove la grotta artificiale chiamata Orecchio di Dioniso crea un effetto acustico al centro di miti e leggende. Per avere una visione d’insieme della città il modo migliore è salire sull’altopiano di Epìpoli, dove si ammirano i resti del castello Eurìalo. La posizione panoramica sullo Ionio abbraccia non soltanto la ricchezza monumentale di Siracusa, ma anche la bellezza della costa circostante, dove la penisola della Maddalena delimita a nord il golfo di Noto. Una visita nell’entroterra di Siracusa, infine, non può prescindere dal sito Unesco della grande necropoli di Pantalica. Anche il palato vuole la sua parte: nel siracusano si spazia dalle mandorle al celebre doc Nero d’Avola.