©Belotti P.
Per ritrovare la Firenze delle cartoline d'antan si potrebbe cominciare con una delle più belle vedute della città del giglio dal Ponte Vecchio, simbolo della città dichiarata dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità quale espressione irripetibile del Rinascimento italiano. Dal Cinquecento a oggi orafi e gioiellieri hanno sostituito con le loro vetrine le botteghe del Medioevo, ma la meraviglia è sempre la stessa, come ai tempi dei viaggiatori del Grand Tour in Italia. Per chi è abituato a stilare una lista delle priorità turistiche, Firenze è una di quelle città che fin dal primo momento dà la certezza della necessità di tornare un'altra volta e un'altra ancora. Innanzitutto, piazza del Duomo, con la Basilica di S. Maria del Fiore e la cupola del Brunelleschi, il campanile di Giotto e il Battistero. E poi piazza della Signoria, con il Palazzo Vecchio, il Perseo del Cellini sotto la Loggia e la Galleria degli Uffizi, dove s'incontrano Botticelli, Leonardo, Michelangelo, Raffaello… È la vertigine del sublime: “Ero giunto a quel livello di emozione, - come ebbe a scrivere Stendhal, - dove si incontrano le sensazioni celesti date dalle arti ed i sentimenti appassionati.”
Meno male che Firenze sa come rincuorare i viaggiatori disorientati: quando si parla di piaceri materiali la città si presenta come un vero paradiso gastronomico. Basta passeggiare per le vie del centro: i mercati rionali offrono colori, voci e profumi altrove dimenticati. A S. Lorenzo i banchi degli alimentari sono sotto un padiglione art déco; le bancarelle di pelletteria e abbigliamento sono all'aperto, tutt'intorno, ed è un vero spettacolo. Per uno spuntino ci sono locali alla mano, eredi delle bottiglierie d'un tempo. Nelle trattorie il primo approccio è con i classici della cucina toscana, dalla ribollita alla bistecca alla fiorentina, dalle pappardelle sulla lepre al pollo alla diavola. Poi si riprende la fatica del turista, scorrendo la lista degli imperdibili: la Basilica di S. Croce e la chiesa di S. Maria Novella; S. Lorenzo con le Cappelle Medicee e Palazzo Strozzi per dire solo d'uno. Nello straordinario novero dei musei, Il Bargello e San Marco. Nell'Oltrarno, sulla riva sinistra del fiume, Palazzo Pitti con la Galleria Palatina e il giardino di Boboli. Salendo in collina, la chiesa di S. Miniato al Monte che domina il piazzale Michelangelo, luogo privilegiato per un'altra classica foto ricordo. Prima di riattraversare il fiume, non dovrebbe mancare dalla lista Santo Spirito: qui la chiesa che dà il nome al quartiere vigila sulle botteghe degli artigiani, eredi di quella cultura popolare che ancor oggi è linfa vitale della città. Certo, perché se lo shopping esclusivo è nel triangolo della moda - via Tornabuoni, via Strozzi, via della Vigna - nel resto della città si contano a centinaia le botteghe storiche d'arti e mestieri, - dal restauro alla gioielleria, dalle ceramiche all'abbigliamento, dalla ceramica alla gastronomia - che fanno di Firenze un vero e proprio museo diffuso delle arti materiali e del buon gusto all'italiana.