Prato cc_by stephmcq
La limpida geometria di S. Maria delle Carceri di Giuliano da Sangallo, il cerchio di putti di Donatello già sul pergamo a uno spigolo della facciata del Duomo, la Salomè che danza su un muro del coro della stessa chiesa - sarebbe Lucrezia Buti, amata dal pittore, Filippo Lippi, frate lui, monaca lei - basterebbero a suggerire la dimensione artistica della città. Peraltro è forse più nota per la ruggente operosità. Nell'esagono trecentesco di mura, con un lato appoggiato al Bisenzio, dove il fiume sbocca al piano, l'intraprendenza antica ha infatti trovato e trova sempre nuovi spazi di mercato e opportunità per la più vecchia delle industrie, quella tessile della lana. Seconda città della regione, l'istituzione della provincia (1992) che la distacca da Firenze, troppo vicina, ha dato realtà a un annoso sogno.