Lago di Resia, Bolzano cc_by Diego Funaro
Sono otto le “beatitudini di Bolzano” citate in un poemetto ottocentesco: una casa sotto i Portici, una cantina, una casa per l’estate sull’altopiano del Renon, una panca in chiesa e un palco a teatro, una tomba di famiglia al cimitero, un armadio zeppo di biancheria e una ragazza bolzanina da sposare. Sono desideri che rendono bene lo spirito pratico di questa gente, abituata a non lasciare nulla al caso e a fare conto di ogni piccola fortuna. Perché Bolzano, situata alla confluenza dei fiumi Isarco e Talvera nell’Adige, è da sempre luogo d’incontro tra il mondo mediterraneo e quello centro-europeo, che proprio del commercio ha fatto un elemento vitale della sua identità multietnica. Della bella città colpisce la fisionomia gotica della parte antica, con la pittoresca via dei Portici e il Duomo affacciato a piazza Walther. La sua vocazione mercantile è sottolineata dalle vie centrali porticate e ricche di negozi e magazzini: qui per secoli i commercianti bolzanini hanno regolato i loro affari, sfruttando al massimo gli spazi con edifici lunghi e stretti, botteghe e cantine su più livelli, minuscoli lucernari per le abitazioni. Più di un milione di persone all’anno visitano il Museo archeologico dell’Alto Adige, spinte dalla curiosità per ‘Ötzi’, la mummia di un cacciatore preistorico rinvenuta nel 1991 in Val Passiria, in perfetto stato di conservazione. L’atmosfera indaffarata di piazza delle Erbe, che si raggiunge risalendo via Museo, è un richiamo irresistibile a curiosare tra le colorate bancarelle del mercato della frutta e verdura. Lo storico birrificio all’angolo impone una sosta: si potranno gustare le tipiche birre tirolesi, con uno spuntino a base di pane nero, speck e tanto di accompagnamento musicale. Dal centro storico, una rete di passeggiate panoramiche conduce nei sobborghi attraverso bellissimi vigneti: il Santa Maddalena, in particolare, è vino tra i più famosi di tutto l’Alto Adige, già oggetto di esportazione nei secoli scorsi verso l’Europa Centrale. Con una funivia si sale verso nord all’altopiano del Renon, percorso da una linea ferroviaria a scartamento ridotto. Punteggiato di paesini come Collalbo, Soprabolzano, San Genesio, è zona ideale per facili passeggiate. Sempre a nord, l’imponente maniero di Castel Roncolo dà accesso alla suggestiva Val Sarentina.