Palazzo dei Consoli /cc-by Alex Barrow
Quasi scolpita nei blocchi di calcare è Gubbio, cittadina medievale che si staglia ai piedi del ripido monte Ingino. Da qualunque parte dell'Umbria si provenga, la scenografica visione di questa cittadina, quasi un presepe di pietra arroccato nella pietra, annuncia il carattere medievale del tessuto edilizio, il cui fascino è alimentato dalla persistenza di tradizioni remote e di una cittadinanza che si impegna a valorizzarle.
Come la corsa dei Ceri, che dà la sensazione che questa città voglia risucchiarti in un passato arcaico e misterioso. Lo scopo della corsa non è quello di arrivare primi. Al termine della salita che dalla città porta alla basilica di S. Ubaldo (827 metri di altezza), l'obiettivo per il Cero di sant'Ubaldo è quello di chiudere il portone della chiesa lasciando fuori gli altri, i quali devono tentare di infilare almeno parte dei loro enormi ceri nelle ante.
Diversi gli itinerari alla scoperta della petrosa Gubbio, ma ha certamente una dose di fascino in più il percorso che segue la strada della corsa dei Ceri. Si passano il Teatro Romano, il convento di S. Domenico nel quartiere feudale di S. Martino, l'alta torre medievale di difesa del Metauro e si arriva al palazzo del Capitano del popolo, oggi spazio espositivo. Si attraversa il quartiere S. Giuliano, la caratteristica via dei Consoli e si prosegue salendo fino al punto più alto della città, dominato dal Duomo e dal Palazzo Ducale. Al di sotto di questo complesso rinascimentale è stata individuata un'area archeologica, con torri, magazzini, strade, cisterne e addirittura un villaggio con una stratigrafia che va dall'alto medioevo al rinascimento.
Con un'impegnativa deviazione, ripercorrendo il ripido percorso a tornanti della corsa dei Ceri, si raggiunge la basilica di S. Ubaldo. Meno faticosa, ma meno affascinante, è la salita in funivia.