da sapere
Incastonato come un gioiello nella pietra. Visitare l’Umbria e non fermarsi a Spello è più che una dimenticanza, è mancare l’esperienza di sentire pulsare viva la storia attorno a sé. Percorrendo la strada che da Assisi conduce alla vicina Foligno, arroccato a quasi trecento metri di altitudine sul monte Subasio, si incontra questo magnifico borgo che in antichità i romani amavano definire “splendidissima colonia julia”. Le mura, le porte augustee riutilizzate in epoca medievale, i resti dell’anfiteatro, le terme: ogni angolo è un rimando deciso alle sue origini. Qui il tempo ha trovato nelle fortificazioni medioevali un ostacolo insormontabile e ha deciso di arrestare il suo corso nel XIV secolo. Per ammirare gli scorci di Spello occorre lasciarsi affaticare un poco dalla dolce pendenza e seguire la linea che sulle tre strade principali collega la porta dell’Arce a quella Consolare. Ogni anno si rinnova la tradizionale “infiorata”, una vera e propria gara di composizione floreale. Alla vigilia del Corpus Domini, i cittadini dei rioni del Borgo si sfidano con quadri multicolori composti con i fiori e le erbe delle colline. Un lavoro certosino che svanirà sotto i piedi dei fedeli solo la domenica di festa, durante la processione.