da sapere
“Sono stato sull’acquedotto, che nel tempo stesso è ponte fra una montagna e l’altra. Le dieci arcate che sovrastano tutta la valle, costruite di mattoni, resistono sicure attraverso i secoli mentre l’acqua scorre perenne”. Così Goethe, nel suo “Viaggio in Italia”, descriveva un magnifico scorcio della città che, come suggerisce il poeta, va conosciuta dall’alto.
Sui declivi del Monteluco, Spoleto domina la valle del Clitunno dall’imponente rocca Albornoziana e dal Ponte delle Torri, che con i suoi 76 metri di altezza aveva tanto impressionato il genio tedesco. Con la sua posizione favorevole ha acceso nei secoli l’ambizione dei popoli che l’avrebbero poi dominata: gli Umbri, i Romani e i Longobardi, fino a Napoleone che le conferì persino gli onori di capoluogo prima di passare il testimone a Perugia. Non si contano i palazzi medievali, le torri fortificate, le botteghe artigiane dei maestri del ferro e del cuoio. I rosoni della cattedrale nella piazza del Duomo sono enormi occhi che incantano e le cappelle celano capolavori del Pinturicchio e del Lippi.
Spoleto è vivissima, soprattutto nelle fresche estati umbre, quando si rinnova l’appuntamento con il Festival dei Due Mondi. Artisti della danza, del teatro, delle arti visive presentano le novità della scena contemporanea e animano le piazze e i teatri cittadini. Da non perdere, gli eventi ospitati dall’antico Teatro Romano, uno spettacolo nello spettacolo.