Palazzo Gravina *

Monumento

da sapere

Elegante esempio dell'uso di modi tosco-romani inconsueti a Napoli, con un pianterreno a forte bugnato e un piano di finestre tra lesene, il palazzo si affaccia su via Monteoliveto. Costruito nella prima metà del sec. XVI, tradizionalmente da Gabriele d'Angelo, per Ferdinando Orsini duca di Gravina e continuato da Giovanni Francesco Di Palma, fu completato e restaurato da Mario Gioffredo (1762-72) che aggiunse il portale; nel 1839 fu deturpato, con l'aggiunta di un piano, e nel 1848 fu devastato da un incendio appiccatovi per snidare i patrioti che vi si erano asserragliati. È stato restaurato nel 1936 per farne la sede della Facoltà di Architettura. Particolarmente il cortile a portico conserva, nella parte verso la facciata e fino alla seconda finestra di ogni lato (il resto è d'imitazione), le linee rinascimentali ed è ornato da stemmi e da ritratti in medaglioni di personaggi della famiglia Orsini, opera di Vittorio Ghiberti. All'inizio della scala a sin., torso efebico d'età romana, posto come monumento in memoria di Adolfo Pansini, sedicenne caduto della Resistenza. Nella biblioteca, resti di affreschi staccati del sec. XVIII.

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80100  Napoli

0815510009

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