Iniziato nel 1738 da Giovanni Antonio Medrano e Antonio Canevari per Carlo III di Borbone come residenza reale suburbana della famiglia, ha pianta rettangolare con tre cortili interni. È caratterizzato all’esterno da una caratteristica serie di lesene molto decorative, in peperino, che scandiscono le finestre. All’interno interessante è la sala delle Feste, decorata nella prima metà del secolo XIX dal Giunti, e il Gabinetto di Porcellana della regina Maria Amalia di Sassonia.
Accolse le collezioni sino al Decennio francese, poi fu dimora preferita dei Murat, e dopo la Restaurazione foresteria e sede saltuaria dei sovrani. Ceduto dai Savoia allo Stato nel 1920, fu sede dei duchi di Aosta sino al 1946; dal 1957 ospita il Museo e le Gallerie nazionali di Capodimonte.. Legato all'edificio è il Parco, imperniato da Ferdinando Sanfelice su cinque viali partenti dalla porta di Mezzo (una delle più eleganti opere in ferro battuto del rococò napoletano ) e attraversanti un'area di 120 ettari; a Federico Dehenhardt si deve la sistemazione a giardino all'inglese della zona a ridosso del palazzo. A ricordo del passato 'industriale' del luogo resta l'edificio della Manifattura di Porcellane. Splendide le viste sul golfo.