Palazzo dei Papi **

Monumento

da sapere

È il monumento più insigne, e quasi emblematico, della vita medievale di Viterbo. Fu innalzato tra il 1255 e il 1266 per iniziativa del capitano del popolo Rainero Gatti, come dimora dei papi durante i loro frequenti soggiorni in città; venne restaurato, con la loggia, nel 1887-1919, ed è ora sede dell'Episcopio. Lo precede un'ampia scalinata (1267), è alleggerito al primo piano da una serie di 6 grandi bifore a pieno centro, sottolineate da una cornice in risalto, e ha un coronamento di merli. A destra un ampio voltone, rafforzato da un potente pilastro aggiunto nel '400, regge l'aerea *loggia a 7 arcate intrecciate a formare un elegante traforo, sostenute da esili colonnine binate e ornate di stemmi e rilievi nelle cornici e nell'attico. Aveva un prospetto, forse di uguale disegno, verso la campagna, che rovinò nella seconda metà del '300. Dalla loggia i pontefici neoeletti benedicevano il popolo e Clemente IV pronunciò la scomunica contro Corradino di Svevia (1268).Per la scalinata si accede a un alto e vasto salone, ove furono tenuti il primo conclave per l'elezione di Gregorio X (1271) e quelli di Giovanni XXI (1276) e di Martino IV (1281). Fu per l'elezione del primo che il Capitano del Popolo di Viterbo, Rainero Gatti, su consiglio anche di S. Bonaventura, poiché i cardinali mai venivano a un accordo, prima li rinchiuse nel palazzo (da cui il nome conclave, da «cum clave»), poi fece togliere il tetto della sala (nel pavimento sono visibili i fori delle tende erette allora dai cardinali), infine diminuì loro i viveri. Gregorio X, che uscì eletto dopo più di 33 mesi di sede vacante, stabilì allora le norme che ancora regolano i conclavi.La sala fa oggi da vestibolo al Palazzo Vescovile, ove sono custodite tele di Filippo Caparozzi (Pentecoste), Cesare Nebbia (Vocazione di S. Matteo), Anton Angelo Bonifazi, Giovanni Baglione (S. Carlo che venera la Madonna) e Giovanni Lanfranco (Apoteosi di S. Domenico), tutte opere provenienti da chiese sconsacrate o distrutte della città. Dalla sala una porta a d. introduce alla loggia, molto ampia, con una fontana aggiunta nel '400 e formata di frammenti vari fra cui quelli della Fonte papale del 1268. Vista su parte della città dominata dalla Trinità, sulle mura e le torri urbiche, Montefiascone e il Monte Amiata lontanissimo; sotto, i contrafforti del palazzo; a d., un grazioso campaniletto romanico a bifore del sec. IX, già della chiesa di S. Maria.

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CARTA D'IDENTITA'

piazza S. Lorenzo 10

01100  Viterbo

0761341716

Orari solo la loggia e l'aula del conclave, martedì-domenica 10-13 e 15-18 (in inverno), 10-13 e 15-20 (in estate)

Condizioni di visita Ingresso gratuito

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