Edificato nel '600, opera dei maggiori artisti attivi a Torino tra XVII e XIX secolo, è strettamente legato alla storia della città, essendo stato residenza dei re di Sardegna fino al 1859 e del primo re d'Italia fino al 1865. Domina il lato di fondo della piazzetta Reale con la lineare facciata scandita da un corpo centrale, fiancheggiato da due laterali più elevati. Dall'atrio, si accede al primo piano, ove il grandioso *salone degli Svizzeri rimodernato su disegno di Pelagio Palagi nel 1835-40. La sala delle Guardie del Corpo o delle Dignità ha le pareti ornate da un fregio di 12 affreschi (Fatti dell'antica storia sabauda, 1847) di Francesco Gonin, da due arazzi della serie dei Quattro Elementi prodotti dalla manifattura di Beauvais (c. 1695), da La sete patita dai primi crociati sotto Gerusalemme di Francesco Hayez (1838). La sala degli Staffieri o delle Virtù conserva l'originario soffitto ligneo intagliato; alle pareti, tre arazzi della serie Don Chisciotte della manifattura Gobelins di Parigi (1746-47). La *sala del Trono, fino al 1830 sala di parata della Regina, è uno degli ambienti più sfarzosi del palazzo. Le decorazioni in legno intagliato e dorato risalgono alle trasformazioni della reggia sotto Carlo Emanuele II (soffitto, disegnato da Carlo Morello e scolpito dal Botto, 1660-62), Carlo Emanuele III (porte a specchiera) e Carlo Alberto (porte, specchiere e fregio); la tappezzeria con le iniziali di quest'ultimo fu realizzata nel 1838-42 su disegno del Palagi; il pavimento è in ebano, noce, palissandro, mogano e sandalo. Il gabinetto delle lacche cinesi prende nome dal rivestimento voluto da Vittorio Amedeo II e realizzato su progetto di Filippo Juvarra. La *galleria del Daniel prende nome dalla volta dipinta verso il 1690 da Daniel Seyter con temi allegorici. Al termine di una galleria impreziosita da parte di un servizio da tavola Richard Ginori di fine sec.XIX, la preziosa *sala del Caffè. La *camera dell'Alcova, fu il luogo di riposo di Carlo Emanuele II e di Vittorio Amedeo II, che la mantenne come stanza da letto di parata; fu Carlo Emanuele III a trasformarla in piccola sala da ballo. Tra gli ambienti più rappresentativi del rinnovamento ottocentesco di gusto albertino è anche la *sala da ballo, aperta dal Palagi nel 1835-42. Attraverso la *scala «delle forbici», ardita costruzione a tenaglia genialmente pensata da Juvarra nel 1720 e così detta per il motivo disegnato sulla volta del pianerottolo, si esce nuovamente nel salone degli Svizzeri e si passa nell'appartamento degli Archivi. In occasioni particolari si visitano l’appartamento della Regina; l’appartamento di madama Felicita; l’appartamento dei Duchi di Savoia, progettato dall'Alfieri dal 1748 per le nozze di Vittorio Amedeo con Maria Antonia di Borbone infanta di Spagna . Splendido il Giardino Reale.