La millenaria sorgente d'acqua dolce, celebrata nell'antichità da Pindaro e Virgilio, è in un bacino piantato a papiri, sistemato nel 1843. Il mito racconta che la ninfa Aretusa, ancella di Artemide, si gettò in mare dalle coste dell'Èlide per sfuggire al dio fluviale Alfeo e ricomparve qui sotto forma di fonte. Dal vicino terrazzo, si gode della vista panoramica sull'insenatura del Porto Grande.