©Belotti P.
È il principale monumento dell'architettura civile in Firenze e uno dei più significativi palazzi pubblici medievali d'Italia. Eretto, a partire dal 1299, su progetto di Arnolfo di Cambio come palazzo dei Priori, divenne nel sec. XV palazzo della Signoria e dal 1540 al 1565 fu residenza dei Medici. Denominato "Vecchio" quando i Medici si trasferirono in palazzo Pitti, ospitò tra il 1865 e il 1871, al tempo di Firenze capitale, la Camera dei Deputati del regno d'Italia; dal 1872 è sede del Municipio. In seguito ai vari mutamenti di funzione, ebbe nel corso dei secoli varie aggiunte e modifiche; in particolare nel '500 fu ristrutturato da Giorgio Vasari e, pochi decenni dopo, ingrandito nella parte posteriore da G.B. del Tasso e Bernardo Buontalenti. Il nucleo originario si presenta come un compatto parallelepipedo a rude bugnato, diviso in tre piani e con due ordini di eleganti bifore gotiche. È coronato da un alto ballatoio merlato a sporto, dal quale si slancia la torre*, del 1310, detta d'Arnolfo* (m 94), con doppi sporti merlati. All' interno*, il primo cortile, a portico, fu rinnovato da Michelozzo (1453) e decorato di stucchi e affreschi nel 1565; al centro, fontana del '500 sulla cui tazza è una copia del bronzeo Putto col delfino del Verrocchio (trasferito nel terrazzo di Giunone). Tra il primo cortile e quello della Dogana uno scalonemonumentale progettato da Vasari sale ai piani superiori. Al primo piano è il Salone dei Cinquecento*, grandioso ambiente costruito da Antonio da Sangallo e aiuti (1495-96) per le riunioni del Consiglio generale del Popolo, poi trasformato sotto Cosimo I in sala delle udienze: alla testata sinistra, tribuna sopraelevata* (Udienza) di Baccio Bandinelli; sulla parete d'ingresso e nel soffitto dipinti del Vasari e della sua scuola. A sinistra dell'ingresso, Firenze trionfa su Pisa, gesso del Giambologna; al centro della parete opposta, il Genio della Vittoria*, gruppo marmoreo di Michelangelo (1533-34). A destra dell'ingresso si apre lo Studiolo di Francesco I*, rivestito di stucchi e pitture del tardo manierismo cinquecentesco fiorentino; segue lo scrittoio del DucaoTesoretto, un piccolo locale con ricca decorazione del Vasari. A destra del Genio della Vittoria si accede al quartiere di Leone X, con la sala di Leone X(primo papa della casata de’ Medici) decorata da Vasari e aiuti. Secondo piano: il quartiere degli Elementiconserva decorazioni del Vasari e aiuti, con sale, salette e terrazzi (nel terrazzo di Giunone, originariamente aperto, Putto col delfino*, di Andrea Verrocchio). Per un ballatoio affacciato sul salone dei Cinquecento si passa nel quartiere di Eleonora, decorato dal Vasari e aiuti e ornato di arazzi fiorentini, con la cappella di Eleonora*, dipinta dal Bronzino (1545). Proseguendo attraverso la cappella dei Priori, realizzata da Baccio d'Agnolo (1511-14) e decorata da Ridolfo del Ghirlandaio, si accede alla sala dell'Udienza*, con soffitto dorato a cassettoni di Giuliano da Maiano e affreschi di Francesco Salviati (1560). Oltre l'elegante portale marmoreo con la statua della Giustizia (lunetta) di Benedetto e Giuliano da Maiano, si entra nella sala dei Gigli*, con magnifico soffitto intagliato e dorato - sempre da Giuliano da Maiano (1478) - e grande affresco con personaggi romani di Domenico Ghirlandaio (1485). Il finissimo portale marmoreo con S. Giovannino e putti è ancora dei fratelli da Maiano (1481); nella sala è il restaurato gruppo bronzeo di Giuditta e Oloferne* di Donatello. Negli ambienti attigui sono la Cancelleria della Repubblica fiorentina e la sala delle Carte geografiche, con un grande mappamondo del 1567. Nel quartiere del Mezzanino sono aperte al pubblico solo tre sale contenenti le opere della donazione Loeser, comprendente dipinti e sculture di scuola toscana dei sec. XIV-XVI.