L'elegante costruzione gotico-rinascimentale, opera di Sano di Matteo e Pietro del Minella (1417-44), si apre con tre ampie arcate su pilastri, le cui nicchie recano statue di santi, del Vecchietta e Antonio Federighi; sotto le volte, due banchi marmorei quattrocenteschi a rilievi di Urbano da Cortona (a sinistra) e del Federighi (a destra).
La loggia sorge in corrispondenza della
Croce del Travaglio, l'antico
Triventum, punto d'incontro tra le strade che costituiscono il cardine dell'impianto urbano. Vi confluiscono le vie Banchi di Sotto e Banchi di Sopra, rami della Via Francigena che attraversava la città, e la via di Città, antica
via di Galgaria che conduceva allo Spedale e al Duomo.