Sistemata nel 1368 c., recupero di una statua romana mutila proveniente dal «Capitolium» (i cui resti sono stati identificati al di sotto del palazzo Maffei e del vicino Monte di Pietà), fatta completare nelle parti mancanti (la testa e le braccia) forse da Bonino da Campione; reca tra le mani un cartiglio col motto del Comune «Est iusti latrix urbs haec et laudis amatrix». Il basamento è costituito da un «labrum» romano sul quale furono scolpiti gli otto mascheroni da cui sgorga l'acqua: su uno di essi, l'epigrafe «
morea Verona» allude alla trasformazione edilizia promossa dagli Scaligeri.