Villa Almerico-Capra, detta la Rotonda, la più nota e celebrata delle creazioni di Andrea Palladio. La sua disposizione, elevata su un poggio e in relazione visuale con città, fiume, colli e fertile campagna, risponde all'ideale rinascimentale dei «siti da eleggersi per le fabbriche di villa», e suggerisce una radicale innovazione tipologica e compositiva. Commissionata dal canonico Paolo Almerico ad Andrea Palladio nel 1567-68 e coperta entro il 1569-70, risultava, alla morte del committente e dello stesso architetto, incompleta nella parte superiore. Nel 1591 il nuovo proprietario Odorico Capra incaricava Vincenzo Scamozzi del completamento della cupola (1606), che risulta ribassata rispetto al disegno pubblicato da Palladio (ma è difficile accertare se per alterazione scamozziana o per ripensamento già impostato dall'autore). Completata da lanterna, essa sormonta la sala rotonda centrale al piano nobile, che si apre all'esterno tramite quattro brevi anditi, secondo due diverse simmetrie ortogonali, denotate appena dalla diversa dimensione dei corridoi e dalla disposizione delle stanze rettangolari. Solo all'esterno l'edificio presenta identica composizione sulle quattro fronti, caratterizzate da pronai di ordine ionico proiettati ben oltre il corpo centrale, con un dinamismo ripreso, in tutte le direzioni, dalle scalinate serrate tra alte balaustre rette. La composizione è un raro compendio di equilibri: tra carattere universale del tempio e dimensione domestica, tra suggestioni statiche dell'edificio a pianta centrale e pulsioni dinamiche della pianta aperta, tra vuoti plasmati dall'effetto chiaroscurale e riposate pareti piene, sia in luce che in ombra. Le pareti del salone sono affrescate da Lodovico Dorigny, la cupola da Alessandro Maganza, cui appartengono anche (con l'aiuto del figlio e di collaboratori) le pitture degli altri ambienti, uno dei quali decorato da Anselmo Canera. L'attico, in origine indiviso e destinato a «passeggio» è stato adattato ad appartamento da Francesco Muttoni (1725-40), come anche i mezzanini, con rifacimento delle scale a chiocciola di legno, inserite negli spazi di risulta tra salone circolare e stanze rette. Le parti rustiche annesse alla villa sono opera probabile di Vincenzo Scamozzi; la cappella è di Girolamo Albanese.