Il museo è ospitato nella villa della Floridiana, ristrutturata tra il 1817 e il 1819 dall'architetto Antonio Niccolini, che rifece in stile neogotico la palazzina e riconfigurò il parco circostante all'inglese. Donata da re Ferdinando I di Borbone alla moglie morganatica Lucia Migliaccio di Partanna, divenne museo nel 1931. È costituito dalle raccolte d'arti applicate assemblate nella seconda metà dell'Ottocento da Placido di Sangro, duca di Martina, e donate alla città nel 1911. Nella sezione Arte occidentale sono raccolte porcellane prodotte nelle più importanti fabbriche europee (Meissen, Vienna, Venezia, Doccia, Sèvres, Berlino, Wedgwood). Inoltre maioliche italiane (XVI-XVIII secolo), miniature (XVII-XIX secolo), argenti, cristalli di Boemia, avori, scrigni intarsiati, bronzetti rinascimentali e dipinti cinque-settecenteschi, tra cui bozzetti di artisti napoletani. Importante è la raccolta di porcellane di Capodimonte, una delle prime al mondo, tra cui si segnalano la Pietà, il Minuetto e il Pantalone di Giuseppe Gricci, e il Goffredo sulla tomba di Didone. Nel piano seminterrato della villa è stata recentemente allestita la sezione Arte orientale che raccoglie oltre 2.000 manufatti cinesi e giapponesi tra porcellane, smalti, bronzi, giade. Notevole il nucleo di porcellane cinesi, con testimonianze di grande pregio della produzione artistica delle grandi dinastie Ming (1368-1644) e Qing (1644-1911), e splendidi esempi di arte giapponese