Fulcro della «città ideale» voluta da Enea Silvio Piccolomini e adagiata ai margini della val d’Orcia, la piazza di Pienza sorprende il visitatore per il suo aprirsi improvviso con lo splendore dei suoi marmi e delle sue linee geometriche nell’angusto spazio medievale che la attornia. È ornata da un *pozzo in travertino del 1462. Si apre nel luogo dell'antica piazza di Corsignano di cui conserva le contenute dimensioni per rispettare l'allineamento con l'asse viario della città medievale. Bernardo Rossellino risolse il problema dell'esiguità dello spazio creando un'insolita pianta trapezoidale imperniata sulla Cattedrale, ai lati della quale si dispongono i corpi divergenti dei palazzi Borgia (poi vescovile) e Piccolomini, inclinati per aumentare l'effetto prospettico e la monumentalità volumetrica e spaziale. L'articolata e armonica geometria della piazza è sottolineata dalla pavimentazione originale a riquadri di mattoni con liste in pietra, che accentua la diagonalità delle fronti laterali rispetto alla chiesa, inquadrata dalla visuale aperta sulla valle dell'Orcia. Anche il *pozzo in travertino che precede palazzo Piccolomini, con due colonne dai finissimi capitelli sormontate da architrave minutamente lavorato, è su disegno di Rossellino (1462).