Abruzzo

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Parco naz. d'Abruzzo/cc_sa_by pizzodisevo
Parco naz. d'Abruzzo/cc_sa_by pizzodisevo

Descrizione

Il territorio è quasi interamente sul versante adriatico della penisola e si stende sulla costa per circa 130 chilometri, tra le foci dei fiumi Tronto e Trigno (con Ortona e Pescara come porti principali).
Appartenenti all'Appennino centrale, i monti dell'Abruzzo rappresentano il più elevato complesso dell'Italia peninsulare e si configurano come un insieme di massicci, separati da conche e valloni, distinti in tre allineamenti paralleli all'Adriatico: in quello orientale sono i gruppi più cospicui (i monti della Laga, il Gran Sasso d'Italia, la Maiella); superano i 2000 metri anche le catene di quello mediano, con i monti Velino e Sirente; il più occidentale, basso e frazionato, comprende i monti Simbruini, Èrnici e della Meta, incombenti sul Lazio. Paesaggi grandiosi di aspro calcare sono inframmezzati da qualche vasta conca (quelle di L'Aquila, di Sulmona, del Fùcino) e dai «piani» (piatti altipiani in cerchie di monti, come quelli di Rocca di Mezzo e delle Cinquemiglia). Frequenti i fenomeni carsici con doline, grotte, inghiottitoi.
Nell'economia ha un peso rilevante l'agricoltura: frumento (tuttavia con bassi rendimenti unitari, salvo che nella conca del Fùcino), orticoltura nella fascia costiera, vigne di uve da tavola, uliveto e frutteto dove giunge l'influsso marino, colture industriali e, nella conca aquilana, la particolarità dello zafferano; è invece in declino la pastorizia, di cui è noto il passato di transumanza. L'industria ha la concentrazione maggiore sul basso corso del fiume Pescara (Chieti Scalo-Pescara). Di rilievo nel terziario le villeggiature montane e alcuni luoghi di sci, ma soprattutto le spiagge.

Popolazione

Economia

Storia

Bellicose genti italiche, piceni, pretuzi, marrucini, peligni, vestini, marsi, equi resistettero come i sanniti del vicino Molise (nell'Abruzzo risiedevano i sanniti frentani) alla conquista romana (principio del sec. III a.C.) e presero parte alla ribellione del 90 a.C. (guerra sociale; è nella regione Corfinio, che la lega italica scelse come capitale).
Il nome, nella forma Aprutium, compare, designando solo il territorio teramano, quando i longobardi includono la regione nel ducato di Spoleto. Adriano IV, nel sec. XII, la infeudò a Guglielmo I il Malo, re di Sicilia, ma i normanni presero piede piuttosto nel Molise; così l'Abruzzo si avviò a far parte del duraturo «regno meridionale», di cui seguì le sorti fino al 1860 (per giacitura geografica la regione è tuttavia quasi tutta a nord di Roma).
Si disputa se la fondazione di L'Aquila sia da darsi a Federico II o al papa Gregorio IX, sembrando più probabile la seconda eventualità. Presso Tagliacozzo (1268) fu sconfitto e preso Corradino, ultimo svevo, rivelando la consolidata presenza della dinastia angioina. Nelle guerre seguite all'assassinio (1345) di Andrea d'Ungheria, marito di Giovanna I regina di Napoli, l'Abruzzo si divise in combattive fazioni. Al principio del '400, il tentativo del condottiero Braccio da Montone di costituire un dominio nell'Italia centrale finì con la sua sconfitta e morte sotto le mura di L'Aquila (1424).
È noto che il «regno meridionale» fu poi successivamente degli Aragona (1442); degli spagnoli, dopo le «guerre d'Italia» con i francesi; degli austriaci brevemente a seguito della guerra di successione spagnola (inizi sec. XVIII); infine dei Borbone dal 1735 all'Unità (salvo la parentesi napoleonica, in cui al tempo di Gioacchino Murat fu segretario all'istruzione pubblica il poeta Gabriele Rossetti di Vasto, poi esule a Londra).

Arte

È da ascrivere alla cultura italica il celebre guerriero di Capestrano, conservato presso il Museo archeologico nazionale di Chieti; testimonianze romane sono a Chieti, Teramo, Amiternum e Alba Fucens.
Periodo artistico intenso e originale fu quello dal sec. XI al XIV in cui, fondendo varie influenze, si costruirono le cattedrali di Atri, Teramo, Chieti, le abbazie di S. Liberatore a Maiella, S. Clemente a Casàuria, S. Maria Arabona, S. Giovanni in Venere, altre insigni chiese quali S. Pietro presso Alba Fucens, S. Pelino a Corfinio, S. Giusta di Bazzano, S. Maria in Valle Porclaneta; elementi peculiari nell'architettura sono la facciata rettangolare a coronamento rettilineo, come quella esemplare di S. Maria di Collemaggio a L'Aquila, e, nella decorazione, gli amboni scolpiti. Sulmona e Guardiagrele furono fino al '500 centri orafi. Andrea Delitio (sec. XV), autore degli affreschi della Cattedrale di Atri, fu il maggiore pittore abruzzese.
Dopo una marginale partecipazione al rinascimento (fra gli esempi, il palazzo dell'Annunziata a Sulmona, la facciata di S. Bernardino a L'Aquila, dove furono attivi Cola dell'Amatrice e Silvestro dall'Aquila di modi toscani), prevale la lezione barocca di Napoli e Roma. La pittura dell'800 vede i fratelli Giuseppe, Filippo e Francesco Paolo Palizzi. Quella del '900 Francesco Paolo Michetti.

Natura

Per superficie di parchi si fregia del primato di regione più verde d’Europa, e lo ribadisce con lo slogan turistico “Natura e passione”. Altrettanto eloquente la rassegna delle aree protette: dai tre parchi nazionali – d’Abruzzo, della Majella e del Gran Sasso – alle numerose riserve poste a tutela dei più tipici ambienti dell’Appennino, come le selvagge gole del fiume Sagittario. Eccezionali le presenze: dall’orso marsicano, che ha qui i suoi nuclei più consistenti, al camoscio d’Abruzzo, frequentatore delle praterie d’alta quota; dalla lontra, elusiva abitatrice dei fiumi, al lupo appenninico, di cui si osservano le tracce e si ascolta l’ululare; tutti animali che possono essere osservati nelle aree faunistiche attrezzate del parco della Majella. Con un gradito ritorno, il grifone, avvoltoio dall’apertura alare di oltre due metri e mezzo, abilissimo nel volo librato, reintrodotto con successo nella riserva del Monte Velino.

Enogastronomia

L’Abruzzo è una regione particolarmente orgogliosa dei propri prodotti tipici: dal pecorino di Farindola allo zafferano di Navelli, dalla mortadella di Campotosto alla lenticchia di Santo Stefano di Sessanio. La scoperta di questo patrimonio avviene lungo sei strade del vino dai nomi evocativi, come Colline del Ducato e Tratturo del Re. Punto di riferimento del viaggio può essere l’Enoteca regionale di Ortona, lungo la strada del vino Colline Teatine, che guida alla scoperta dei sapori della provincia di Chieti, dall’Adriatico alla Majella: innanzitutto i salumi, come la ventricina, dall’impasto rustico, aromatizzata con finocchio e peperoncino, e poi i formaggi: scamorze, pecorini e incanestrati; quindi la pasta, come i celebri maccheroni alla chitarra di Fara San Martino; poi l’olio extravergine d’oliva e ovviamente il vino, il rosso Montepulciano d’Abruzzo, anche in versione Cerasuolo, e il bianco Trebbiano d’Abruzzo.

PIATTI DELLA TRADIZIONE

Agnello a cacio e uova
Brodetto pescarese
Calamaretti agli scampi
Coda di rospo al rosmarino
Confetti di Sulmona
Ghiotta
Gnocchetti 'a casce e ova'
Maccheroni alla chitarra
Mostaccioli
Parrozzo
Pizza rustica
Scapece di Vasto
'Scrippelle 'mbusse'
Torrone al cioccolato
Virtù

Artigianato

La roccaforte della tradizione abruzzese è la provincia interna dell’Aquila: il capoluogo vanta botteghe di quasi tutte le attività artigianali e un vivace mercato delle produzioni vicine; l’oreficeria e i merletti, da Pescostanzo, Scanno e Sulmona; il rame e il ferro battuto da Guardiagrele e altre località di montagna; il legno intagliato e i mobili, attività pressoché ubiquitarie; volendo citare, per completare il quadro, anche la scultura in pietra, i tessuti e gli articoli di pelle, gli oggetti intrecciati e la coltelleria. Sulle pendici del Gran Sasso, ma in provincia di Teramo, si trova invece Castelli, da dove l’antica lavorazione della ceramica si è irradiata nella regione. Ampia rassegna di tutto ciò si ha nel principale appuntamento del settore, “Antiquariato e artigianato in piazza”, che si tiene all’Aquila, nella bellissima piazza di S. Maria di Paganica, ogni secondo fine settimana del mese, con due ulteriori appuntamenti, nel periodo di Natale e a fine agosto, in occasione della Festa della Perdonanza Celestiniana.

PRODOTTI ARTIGIANALI

I Merletti
Il Ferro e il Rame battuti
Il Legno
La Ceramica
L'Oreficeria

CARTA D'IDENTITA'

STATUTO
Statuto ordinario (1970)

CAPOLUOGO
L'Aquila

SUPERFICIE
10.798

ABITANTI
1.323.987

DENSITA' (Ab. / Km2)
122,7

CAPOLUOGHI DI PROVINCIA
Chieti; Pescara; Teramo

POPOLAZIONE ATTIVA
47,3%

TASSO DISOCCUPAZIONE
6,5%

PIL PER ABITANTE
19.308

AREE PROTETTE
28,2%