Descrizione
Sesta regione per estensione, occupa un po' più della tredicesima parte del territorio nazionale. Si stende a sud del Po, fino al crinale dell'Appennino e sulla costa adriatica fino a Cattolica. La sua parte sud-orientale (province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna, piccole porzioni di quelle di Bologna e Ferrara e la Repubblica di San Marino) è la Romagna, nome in cui sopravvive la contrapposizione fra le terre esarcali romano-bizantine, la Romània, e quelle occupate dai longobardi o Longobardia.
La Via Emilia indica quasi esattamente la separazione tra la pianura e le elevazioni. La prima è formata dalle alluvioni dei corsi d'acqua, di regime torrentizio, che scendono dall'Appennino e, nella parte settentrionale della fascia costiera, comprende il singolare paesaggio di quanto resta delle valli di Comacchio, specchi lagunari poco profondi e pescosi sull'area di antichi delta del Po. Il versante settentrionale dell'Appennino tosco-emiliano forma la zona montuosa e collinare, larga circa km 40 e percorsa da contrafforti perpendicolari allo spartiacque, di altezza compresa tra i 1000 e i 2000 metri (massima elevazione il monte Cimone m 2165); in alcune valli, spogli calanchi incidono i terreni, in alto qualche piccolo lago occupa i circhi di antichi ghiacciai.
La distribuzione della forza lavoro occupata introduce alla struttura economica: pur non molto superiore alla media nazionale, la quota degli addetti all'agricoltura è tra le più alte dell'Italia settentrionale e centrale; in queste terre l'agricoltura è in un certo senso un'attività industriale, moderna ed efficiente. Altri dati statistici confermano il peso dell'agricoltura: prima produttrice di grano tenero, di barbabietola da zucchero (35% del totale italiano) e, nella fiorente frutticoltura, delle pesche; seconda per l'uva da vino (e prima nella vinificazione: 14.85% del totale italiano). Dal patrimonio del bestiame (seconda per consistenza quanto ai suini, dopo la Lombardia, quarta per i bovini) traggono le produzioni, qualitativamente di prestigio, di formaggi (parmigiano-reggiano) e insaccati (salami del Parmense, cotechini e zamponi di Modena, mortadella di Bologna). Il litorale dà il 13.46% del pescato italiano e la regione si situa per questo al quarto posto in Italia. Vanno inoltre ricordate la produzione di idrocarburi e le saline di Cervia (queste in lenta ripresa dopo una quasi totale stasi).
Il panorama industriale è multiforme; costituiscono particolarità la maglieria di Carpi, le piastrelle di Sassuolo, le ceramiche di Faenza, le Ferrari di Maranello. Ravenna è il settimo porto italiano per movimento di merci e il terzo della costa adriatica peninsulare.
Per l'afflusso dei forestieri le spiagge della Riviera romagnola prevalgono ampiamente sulle città d'arte, così come sulle villeggiature montane e le terme.
Popolazione
Economia
Storia
L'assetto che gli etruschi, varcato l'Appennino, diedero alla regione (sec. VII-VI a.C.; fondazione di Marzabotto, Felsina ovvero Bologna, Spina dove commerciavano con i greci) fu travolto dall'invasione celtica (sec. V-IV a.C.); la romanizzazione è da ascrivere sostanzialmente a dopo la seconda guerra punica, quando viene tracciata (191-187 a.C.), tra Rimini e Piacenza, la Via Emilia (prende il nome dal console Marco Emilio Lepido, diede il nome alla regione, ne fu elemento unificante, quasi colonna vertebrale).
Nel declino dell'impero, Ravenna fu capitale dell'Occidente (dal 402), poi di Teodorico, infine dell'Italia bizantina; il resto della regione era stato invaso dai longobardi nel 569. Dissolvendosi dopo la morte di Matilde (1115) la marca degli Attoni di Canossa, che comprendeva Reggio, Parma, Modena, Ferrara (con Mantova e Brescia), si ebbe più spazio per il formarsi delle autonomie e delle istituzioni comunali, come nel resto della Padania.
Eventi significativi della storia patria si verificarono durante il medioevo nella regione: l'umiliazione di Enrico IV a Canossa (1077); la dieta di Roncaglia indetta dal Barbarossa (1158), ove riaffermando diritti imperiali si sminuivano le autonomie comunali (Bologna, Piacenza, Modena e Reggio faranno poi parte della Lega lombarda); la battaglia di Fossalta (1249) in cui bolognesi e romagnoli della seconda Lega lombarda vinsero gli imperiali e fecero prigioniero re Enzo, il figlio di Federico II.
L'epoca delle signorie vede i Visconti affermarsi a Piacenza e Parma, gli Este prima a Ferrara e poi anche a Modena e Reggio, i Pepoli prima e i Bentivoglio poi a Bologna. Altre piccole signorie frazionavano la Romagna e nella contesa per l'egemonia su di esse, che impegnò Firenze, Venezia e lo stato della Chiesa, prevalse infine quest'ultimo (che acquisirà anche Bologna, 1506, e il ducato di Ferrara, 1598), per cui nella seconda metà del sec. XVI, dopo il trattato di Cateau-Cambrésis che chiudeva il periodo delle guerre d'Italia tra Francia e Spagna, l'assetto politico della regione si stabilizza con a lato del dominio della Chiesa i ducati: Parma e Piacenza dei Farnese (è il casato di papa Paolo III, che lo insediò; il ducato sarà poi di un ramo dei Borbone), Modena e Reggio degli Este.
Tale sistemazione fu sconvolta nell'epoca rivoluzionaria e imperiale francese, ma ripristinata alla restaurazione, con la variante dell'assegnazione del ducato di Parma e Piacenza, in vitalizio, a Maria Luigia d'Austria, la seconda moglie di Napoleone. Sconfitta l'Austria dai franco-piemontesi nella seconda guerra d'indipendenza, la regione, unificata con la dittatura provvisoria di Luigi Carlo Farini, si unì per plebiscito al regno di Vittorio Emanuele II (1860).
Arte
Marzabotto ha restituito la struttura di una città etrusca e i materiali della necropoli della scomparsa Spina, etrusca, si trovano a Ferrara; Rimini ha le maggiori testimonianze romane (arco di Augusto). Ravenna, tardoromana ed esarcale, ha celebri monumenti e mosaici paleocristiani o bizantini (sec. V-VI).
Le cattedrali di Modena, Parma, Piacenza, Ferrara sono esempi insigni del romanico padano; all'epoca, inoltre, a Modena operò lo scultore Wiligelmo, a Parma l'architetto e scultore Benedetto Antelami. Del gotico italiano restano tra l'altro a Piacenza il Gotico o palazzo del Comune, a Bologna, città di fisionomia medievale, S. Francesco e S. Petronio; la scuola di pittura bolognese del '300 (Vitale da Bologna e altri) è tra i grandi momenti dell'arte italiana.
Con i suoi pittori quattrocenteschi Cosmè Tura, Francesco del Cossa, Ercole de' Roberti, l'architetto Biagio Rossetti, l'Addizione Erculea, raro esempio urbanistico, Ferrara ha un posto insigne nel primo rinascimento. Nello stesso '400 e nel procedere del rinascimento arricchiscono il patrimonio artistico della regione le opere di architetti toscani a Rimini (il Tempio Malatestiano di Leon Battista Alberti), Cesena (la Biblioteca), Faenza (il Duomo), Bologna (palazzo Sanuti-Bevilacqua); ancora a Bologna, le sculture del senese Jacopo della Quercia, più tardi la pittura di Lorenzo Costa e di Francesco Raibolini detto il Francia e la scultura di Niccolò dell'Arca, a Parma la pittura del Correggio, in fama di maggiore degli artisti emiliani, e del Parmigianino. Sul finire del '500 e nel secolo successivo Bologna, con i Carracci, Guido Reni, il Guercino (di Cento) e altri, vede un'altra scuola ben individuata nell'ambito della pittura postrinascimentale e barocca.
Significativi pittori dell'Emilia-Romagna sono in seguito il paesaggista dell'800 Antonio Fontanesi (di Reggio), il macchiaiolo Silvestro Lega (di Modigliana), nel sec. XX i ferraresi Gaetano Previati, Giovanni Boldini, Filippo De Pisis, nonché il bolognese Giorgio Morandi. Dall'incontro a Ferrara di De Chirico, Savinio, Carrà e De Pisis (1916-17) nacque la poetica della pittura metafisica.
Natura
Regione tra le più motivate nella tutela ambientale, rivela una varietà di scenari ben superiore alle aspettative. A partire dalla montagna, con i parchi nazionali dell’Appennino Tosco-Emiliano e delle Foreste Casentinesi, che fanno scoprire orizzonti sorprendenti. Nella fascia intermedia spicca invece il Parco dei Boschi di Carrega, con la Rocca di Sala Baganza e le riserve di caccia ducali trasformate in luoghi di delizia da Maria Luigia d’Austria. Si approda così al Parco del Delta del Po, che dal confine regionale discende lungo la costa di Ravenna offrendo una singolare commistione di natura e arte: dapprima, l’abbazia di Pomposa e il Bosco della Mesola; quindi, il centro storico e le valli di Comacchio; poi, le pinete di San Vitale e di Classe, con la basilica di Sant’Apollinare; infine, le saline di Cervia, rifugio per rare specie di anatre e trampolieri.
Enogastronomia
L’Emilia-Romagna ha elaborato una rete di 14 strade del vino e dei sapori degne di una cucina di proverbiale ricchezza, dal Parmigiano-Reggiano di montagna all’anguilla marinata di Comacchio, alle quali va aggiunta l’Enoteca Regionale allestita nella Rocca di Dozza, proprio sul confine tra due zone storiche della regione. La proposta che meglio esemplifica le straordinarie risorse di questa proposta di turismo è la Strada del Culatello di Zibello, che si sviluppa nella Bassa Parmense, tra Fidenza e il Po, alternando tappe culturali – la Rocca di Fontanellato con gli affreschi del Parmigianino, Busseto e le Terre Verdiane, i luoghi di Don Camillo e Peppone (ovvero del loro creatore, Giovannino Guareschi), la sorprendente reggia di Colorno – a momenti di eccezionale intensità gastronomica, sotto il segno del più pregiato dei salumi emiliani e di un vino rosso frizzante e fruttato, la Fortana del Taro.
PIATTI DELLA TRADIZIONE
Agnello alla romagnola
'Anolini'
Bocconcini alla modenese
Bollito misto modenese
Bomba di riso
Brodetto
Cappellacci
Cappelletti
Capretto alla piacentina
Cardi al forno
Cotechino in galera
Cotoletta alla bolognese
'Crosetti'
Lasagne alla bolognese
Passatelli
Pasticcio alla ferrarese
'Picula 'd caval'
'Pisarei e fasö'
Polpettone di tacchino
Salama da sugo
Stracotto alla piacentina
Tagliatelle al Ragù
Torta di patate
Tortellini
Trippa alla parmigiana
Zampone
Zuppa di anguille
Artigianato
Ruolo di spicco hanno le ceramiche di Faenza, forti di una produzione nota a livello continentale già nel Cinquecento, tanto che nel gergo degli addetti ai lavori e nelle lingue di mezza Europa il nome della città è diventato sinonimo di ‘maiolica’. I pezzi di questa terracotta smaltata in bianco e decorata con colori vivaci sono molto ricercati sia nelle botteghe faentine che sulle bancarelle dei mercatini d’antiquariato. In Emilia-Romagna queste manifestazioni sono piuttosto frequenti e hanno come fondale borghi e piazze suggestive. Qui si trovano, tra l’altro, pezzi dell’artigianato minuto, come le ocarine, strumenti a fiato di terracotta, oppure quei richiami per la caccia che riproducono uccelli di palude. Tra le produzioni più vive, quella dei tessuti in canapa stampata: tovaglie, canovacci da cucina, grembiuli… Una produzione particolare soprattutto per le decorazioni applicate con timbri di legno intinti in colori minerali a dominante verde, blu e rosso.
PRODOTTI ARTIGIANALI
Gli Intrecciati
I Richiami
Il Ferro battuto
Il Mosaico
La Ceramica
La Tessitura e i Merletti
Le Imbarcazioni
Le Ocarine