Descrizione
Occupa il versante tirrenico delle Alpi Marittime e dell'Appennino Ligure, che si saldano al colle di Cadibona e formano, dal bacino del Roia a ponente a quello della Magra a levante, un grande arco in cui è racchiuso il golfo di Genova. Per estensione è la terzultima regione italiana, con una popolazione concentrata per lo più nel capoluogo, che ha una densità di molto superiore alla media nazionale.
I contrafforti delle Alpi e dell'Appennino arrivano fino al mare, lasciando poco spazio alla fascia costiera: la regione risulta perciò prevalentemente montuosa o collinare e trae particolare bellezza dal confronto ravvicinato di monte e mare. Genova divide l'arco costiero nelle due parti della Riviera di Levante e della Riviera di Ponente, zone turistiche di rinomata importanza.
La ripartizione quantitativa della forza lavoro indica il prevalere dell'industria sull'attivià agricola, mentre più della metà della popolazione attiva trova occupazione nel terziario. Sembra quindi trovare conferma l'ipotesi di un carattere postindustriale prevalente nella regione. L'agricoltura, favorita dal clima, ma sfavorita dall'esiguità del suolo spesso erto, è dedicata a colture specializzate (ortaggi nella riviera savonese e genovese, fiori e piante ornamentali nella zona di San Remo, la vite, l'ulivo, di impianto antico, signore del paesaggio, ma in parte abbandonato). Genova, pur con problemi, è il primo porto del Paese e divide con Marsiglia la maggior parte del traffico marittimo mediterraneo; altri porti notevoli sono Savona e La Spezia, che è anche base navale militare.
L'industria si concentra in tre aree: Genova, uno dei vertici del tradizionale triangolo industriale italiano, il golfo della Spezia, il territorio di Savona e Vado. La costruzione navale (Sestri Ponente, Riva Trigoso, Muggiano) è il settore industriale storico della regione; le industrie metallurgiche e meccaniche sono localizzate a Genova, Sampierdarena, Cornigliano, Voltri, Savona, Imperia, La Spezia.
Nel quadro delle attività terziarie è preponderante il turismo.
Popolazione
Economia
Storia
La popolazione pre-indoeuropea dei liguri diede il nome alla regione, ma abitava un'area più ampia; la romanizzazione avvenne nei sec. II e I a.C. Longobardi e franchi si succedettero nel primo medioevo, frazionando feudalmente il territorio in marchesati e contee.
La forza navale, mercantile e coloniale di Genova - una delle quattro Repubbliche Marinare della storia italiana - si rivelò con il sec. XI; il predominio genovese sulle riviere, cui duramente si opposero feudatari e città, arrivò a compimento alla fine del sec. XIV. La regione condivise da allora il destino della città. I momenti più drammatici furono le guerre di predominio marittimo con Venezia, prima, e l'assoggettamento alle monarchie francese e spagnola poi.
L'ammiraglio Andrea Doria ristabilì l'indipendenza dello Stato genovese (1528) in un rango di piccola potenza, se pur finanziariamente fortissima. La repubblica genovese, oligarchica, cadde quando le armate rivoluzionarie francesi passarono in Italia; la regione fu annessa alla Francia da Napoleone (1805), il congresso di Vienna la assegnò al regno di Sardegna.
Con uomini come Garibaldi, nizzardo, Mazzini, genovese, e molti altri, la regione ebbe parte di primo piano nel conseguimento dell'unità italiana.
Arte
I resti romani più significativi sono a Ventimiglia (teatro) e a Luni (anfiteatro). Il battistero di Albenga (sec. V) è un interessante monumento paleocristiano.
I periodi di attività artistica che hanno lasciato più intensa impronta nella regione sono, nel medioevo, quelli romanico e gotico (sec. XI-XIV), più tardi il secondo '500 e l'età barocca. L'architettura medievale denota influssi lombardi, francesi, bizantini, pisani; fra i molti edifici religiosi e civili del territorio notevoli, oltre quelli di Genova, il S. Paragorio e le torri di Noli, il Duomo e le torri comunali di Albenga, le chiese di S. Fruttuoso di Capodimonte e di S. Salvatore dei Fieschi.
L'arte del primo rinascimento (sec. XV) è presente nella regione con gli scultori (i Gagini, ticinesi, Matteo Civitali, lucchese) che lavorarono per la cappella di S. Giovanni nella Cattedrale di Genova, e con pittori che, o locali o, come già nel '300 Barnaba da Modena, venuti da Piemonte e Lombardia, lasciarono le loro opere a Genova, Savona, Taggia e altrove; fra questi eccelle Vincenzo Foppa, bresciano, fra quelli Lodovico Brea, nizzardo.
Nel sec. XVI la guida artistica fu espressa da Genova: il rinnovamento architettonico della città allora realizzato e il fiorire della sua scuola pittorica si riflessero anche sulla regione, contribuendo in non piccola parte alla formazione di quell'immagine che ancora oggi si legge.
Natura
“Patrimonio dell’Umanità”, “Parco Nazionale”, “Area Marina Protetta”… Non mancano i titoli per definire l’eccezionalità naturalistica e culturale delle Cinque Terre – Monterosso al Mare, Vernazza, Corniglia, Manarola e Riomaggiore – borghi della Riviera di Levante a dir poco suggestivi. I vigneti a terrazze che ammantano la costa hanno sempre suscitato stupore, come lo Sciacchetrà, il vino passito prodotto con arcaica fatica. Nelle nottate estive il mare s’accende delle lampare dei pescatori d’acciughe che rispondono alle luci della costa. Ma c’è anche una natura d’entroterra, quella dell’Alta Via dei Monti Liguri, che percorre tutta la dorsale per più di 400 chilometri, da Ventimiglia a La Spezia, attraversando parchi e riserve naturali. Da una parte, il versante di clima mediterraneo; dall’altro, quello continentale, con boschi e pascoli: verso sud, l’orizzonte con la Corsica; all’opposto, il profilo delle Alpi dal Monviso al Monte Rosa.
Enogastronomia
Sottile e fragrante, d’olio d’oliva, la focaccia è uno dei prodotti simbolo della Liguria. A colazione o con un bicchiere di vino a qualsiasi ora; semplice o con le olive, ma anche con i gianchetti, il novellame d’acciughe lessato all’olio e limone. Altra cosa è la focaccia al formaggio di Recco: doppia sfoglia e per ripieno uno stracchino deliquescente. Da Genova si sono diffuse nel mondo le focaccerie, botteghe del fast food ante litteram. Quanto alla tavola, chi pensa che la Liguria offra solo cucina di mare, provi a percorrere la Strada del vino e dell’olio dalle Alpi al mare, che dal Colle di Nava, a 941 metri di quota, scende fino a Spotorno: sorprendenti paesaggi vinicoli, vallate dove regna l’olivo, ricchezza dell’entroterra di Albenga; gli orti degli asparagi, dei carciofi e delle erbe aromatiche; il miele d’erica e di timo; persino un formaggio, la toma di Mendatica, dai pascoli della dorsale.
PIATTI DELLA TRADIZIONE
Bianchetti
'Boghe in scabecio'
'Cappon magro'
Cima ripiena
Coniglio in umido
'Corzetti'
Fricassea d'agnello e carciofi
'Frisceu'
'Mesciua'
Minestrone alla genovese
Muscoli ripieni
'Pansoti'
'Piccagge'
Ravioli
Riso e 'preboggion'
Stoccafisso accomodato
Sugo di carciofi
'Töcco' di carne
'Tomaxelle'
Torta pasqualina
Trenette al pesto
Trofie
Verdure ripiene
Artigianato
Le ceramiche di Albissola – dagli antichi vasi di farmacia ai pezzi del primo Novecento – sono fra gli articoli più ricercati dei numerosi mercatini dell’antiquariato: a Genova, nella cornice di Palazzo Ducale, come ad Albenga o a Chiavari. Proprio questa località dimostra come la Liguria sappia offrire spunti inconsueti agli appassionati del genere. Dal centro storico parte infatti la Via dell’Ardesia, la pietra nera che un tempo serviva per far lavagne e oggi si presta all’architettura d’interni. L’itinerario risale la val Fontanabuona e tra l’altro porta a scoprire una cava in cui l’ardesia veniva estratta con il piccone; esperienza emozionante, percorrendo passerelle sotterranee.
PRODOTTI ARTIGIANALI
Il Damasco
Il Ferro
Il Legno
L’Ardesia
La Ceramica
La Filigrana
Pizzi e Macramè