Descrizione
È la parte centrale della Padania e dell'arco alpino. Il lago Maggiore col Ticino a ponente, il lago Garda col Mincio a levante e il Po a mezzogiorno solo in parte ne segnano i confini: oltre sono lombardi la Lomellina, l'Oltrepò pavese e l'Oltrepò mantovano; allo spartiacque alpino arriva solo la Valtellina, il resto del confine settentrionale è rappresentato dal Canton Ticino, che si addentra nella Prealpe fino a breve distanza da Como.
La regione è divisa in tre paesaggi naturali: montagna, collina, pianura. La parte montana comprende sezioni delle Alpi Lepontine e Retiche (quote massime il Pizzo Bernina m 4049 e il monte Disgrazia m 3678), i versanti occidentali dei massicci dell'Ortles-Cevedale m 3899 e dell'Adamello m 3554, e sul lato sinistro della Valtellina le Alpi Orobie (Pizzo di Coca m 3052). Le colline, di dolci ondulazioni inframmezzate da brevi pianure, sono rallegrate da piccoli laghi (Brianza, Varesotto) ma, nella Prealpe, spicca il gruppo calcareo delle Grigne e si stende la regione dei laghi Maggiore, di Lugano, di Como, d'Iseo e di Garda, luoghi meritamente fra i più celebri del paesaggio italiano. La pianura è formata dalle alluvioni degli affluenti del Po.
La regione produce quasi un quarto del prodotto interno lordo e contribuisce per il 30% alle esportazioni. La parte che la sua forza lavoro assume nel totale nazionale (18%) è ampiamente superiore a quella di qualsiasi altra regione. L'agricoltura è favorita dall'abbondanza di acque e da plurisecolari trasformazioni irrigue. Fra le produzioni, il riso (Lomellina), i foraggi, ottenuti con forti rendimenti unitari e base per l'allevamento bovino che a sua volta alimenta una forte industria lattiero-casearia (Lodi, Melzo, Codogno, Soresina fra gli altri luoghi), il vino dai vigneti della Valtellina, dell'Oltrepò pavese, della Franciacorta e delle colline moreniche mantovane.
L'industria è localizzata in Milano, con il suo hinterland settentrionale (industrie siderurgiche, metallurgiche, meccaniche, chimiche, poligrafiche), a Brescia, Pavia e Varese (meccaniche), a Como, Busto Arsizio, Legnano, Gallarate (tessili, meccaniche), in Brianza (mobile), a Vigevano e nel Varesotto (del cuoio, meccaniche). Nel terziario, per la posizione geografica della regione, Milano è il massimo centro d'Italia.
La rilevanza economica del turismo viene dalla frequentazione dei laghi, delle località delle valli bergamasche e bresciane, della Valtellina (importante anche per gli sport invernali) e dei maggiori centri artistici.
Popolazione
Economia
Storia
Milano esisteva già, piccolo centro dei galli insubri probabilmente sorto agli inizi del sec. IV a.C., quando in quella che sarà poi la Lombardia misero piede i romani. La provincia romana della Gallia Cisalpina comprendeva gran parte dell'Italia settentrionale.
Sul finire del sec. III d.C. Milano sarà la capitale dell'impero d'Occidente. I longobardi invece fecero di Pavia la capitale del loro regno (e diedero il nome alla regione; erano i bizantini che chiamavano Longobardia tutta la parte d'Italia, ben più vasta dell'attuale regione, che i longobardi avevano conquistato). Al tempo dei franchi, che successero ai longobardi (774), in Lombardia, da allora sempre terra imperiale, presero forma gli ordinamenti feudali.
La stagione dei Comuni, rissosa, economicamente e civilmente rigogliosa, ha inizio con il sec. XI. È celebre ed esaltato dalla storiografia risorgimentale l'episodio del 1176, in cui le milizie dei Comuni, riunite nella Lega lombarda, sconfissero l'imperatore Federico I Barbarossa a Legnano.
La prevalenza regionale di Milano nell'età comunale si consolidò, nell'età delle signorie e dei principati, con i Visconti e poi con gli Sforza (sec. XIV-XV), il cui dominio, di variabile estensione, non coincise mai con i confini regionali attuali, là valicandoli come con il possesso dell'alto Ticino e di terre poi piemontesi, qua restando indietro come a Mantova, retta dai Gonzaga. Il ducato di Milano fu sistematicamente eroso dalle conquiste veneziane (Crema, Bergamo, Brescia, che del plurisecolare dominio veneto conservano nobili segni), svizzere (Canton Ticino), sabaude (territori del Sesia-Ticino).
Perduta la `libertà d'Italia', nelle guerre del principio del sec. XVI, quel che restava del ducato di Milano, la terra più ricca d'Italia, fu disputato dai monarchi di Francia e Spagna. Questi ultimi restarono vincitori. Nel 1714 (guerra di successione spagnola), agli Asburgo di Spagna successero quelli d'Austria. Nel periodo napoleonico la Lombardia fece parte della Repubblica Cisalpina poi del Regno d'Italia, di cui Milano fu la capitale.
Gli austriaci tornarono nel 1814-15 (Regno Lombardo-Veneto) e, salvo i moti e la campagna piemontese del 1848, rivelazioni della volontà italiana di indipendenza e di unità (Cinque giornate di Milano, Dieci giornate di Brescia), restarono fino al 1859, quando furono cacciati dalle vittorie franco-piemontesi di Magenta, San Martino e Solferino e dalla campagna garibaldina, precedenti immediati dell'Unità.
Arte
Scarse le testimonianze dell'età romana (le più cospicue sono a Milano, Brescia, Sirmione) e dell'architettura paleocristiana (S. Lorenzo a Milano).
Un'intensa attività costruttiva si svolse nella regione a partire dall'alto medioevo; qui fu, in un certo modo, la culla dell'architettura romanica (per la quale si usò anche l'aggettivo lombarda). I suoi modi furono `preparati' a partire dal sec. VIII ed elaborati tra il X e il XII. Tesa a risolvere il problema tecnico della copertura muraria di ampi spazi, vi applicò la volta, nell'ambito di strutture compatte, via via più complesse e grandiose, diffusesi in Italia e oltralpe. I monumenti, religiosi e civili, sono in grandi centri lombardi (Milano, Pavia, Bergamo, Como, Cremona, Brescia fra gli altri) e anche sparsi nel territorio (S. Pietro a Civate, S. Vincenzo a Galliano, S. Tomé ad Almenno San Bartolomeo, Ss. Pietro e Paolo ad Agliate e altri).
L'architettura gotica, dal sec. XIII al XV, mostra lo sviluppo dei modi romanici e ottiene risultati meno massicci, con l'uso dell'arco acuto, della volta a crociera ogivale e della muratura laterizia (peraltro il Duomo di Milano, di tarda fondazione, 1386, si ispira al gotico oltremontano).
L'architettura del rinascimento adotta le novità toscane con inflessioni decorative e un vivace gusto cromatico e pittorico (Certosa di Pavia, cappella Colleoni a Bergamo). La schietta impronta rinascimentale che si vede in alcuni celebri monumenti lombardi è dovuta ad artisti venuti da fuori: Leon Battista Alberti a Mantova, Donato Bramante a Milano, poi Giulio Romano ancora a Mantova.
Un gusto pittorico lombardo si precisa nel sec. XV. Sono importanti i nomi di Vincenzo Foppa, del Bergognone e di Bernardino Luini; il prosieguo di tale tradizione è tuttavia condizionato dalla presenza a Milano e dall'opera di Leonardo da Vinci. Bergamo e Brescia, attratte nell'orbita della pittura veneta, ebbero scuole proprie; vanno ricordati soprattutto i nomi dei bresciani Savoldo, Romanino e Moretto, oltre che del bergamasco Moroni. In architettura col Pellegrini, per esempio, in pittura col Cerano, il Morazzone, Daniele Crespi e altri, si ebbe a Milano, promossa dai due cardinali Borromeo, una vivace attività artistica nella seconda metà del '500 e oltre. È lombardo di nascita il grande Michelangelo Merisi, il Caravaggio, che nella regione solo iniziò l'apprendistato. Fra' Galgario, bergamasco, il Ceruti, forse bresciano, sono interessanti artisti del sec. XVIII.
Significativa la presenza del gusto neoclassico (per esempio, nell'architettura di ville, di palazzi milanesi e nello stesso impianto urbanistico di una parte della città). È da ricordare il rilievo di Milano e della Lombardia nello sviluppo dell'arte ottocentesca e nei movimenti moderni, a cominciare dal futurismo.
Il patrimonio artistico della regione comprende anche eccelsi capolavori di scuole artistiche non lombarde, basti citare la Pietà Rondanini di Michelangelo al Castello di Milano, le pinacoteche di Brera, a Milano, e dell'Accademia Carrara, a Bergamo.
Natura
Una delle roccaforti della natura lombarda è il Parco nazionale dello Stelvio, che si stende nel cuore delle Alpi Retiche, per due terzi del suo territorio oltre i 2000 metri di quota. Nervo del rilievo è il massiccio dell’Ortles-Cevedale, con un centinaio di ghiacciai e 25 valli che scendono in ogni direzione. Simbolo del parco è l’aquila reale, padrona di orizzonti tanto ampi da togliere il fiato, ma il patrimonio naturalistico non è tutto, perché le valli dello Stelvio sono una sorta di museo a cielo aperto, dalle antiche miniere agli alpeggi ancora in attività. L’altra faccia della natura lombarda, la pianura, è rappresentata dal Parco regionale della Valle del Ticino, il "fiume azzurro" che scorre per 100 chilometri, dal Lago Maggiore a Pavia, sfidando l’avanzata dell’agricoltura intensiva. Per gli uccelli acquatici è un vero paradiso: anatre, cormorani e aironi sono i più appariscenti, con la bella notizia del ritorno della cicogna bianca.
Enogastronomia
Sono dieci le strade dei vini e dei sapori chiamate a rappresentare le tipicità di una regione, che dalle valli alpine alle sponde del Po, ha nell’agricoltura una fonte di antica ricchezza. Di tale varietà è sorprendente testimone la Strada dei vini e dei sapori della Valtellina, in provincia di Sondrio, a livelli d’eccellenza in ogni campo: da un salume inconfondibile come la bresaola a un formaggio d’alpeggio come il Bitto Dop, da un piatto tipico come i pizzoccheri di grano saraceno all’ottimo vino Sforzato Docg. Dalle montagne ai grandi laghi, dove la Strada dei vini e dei sapori del Garda propone cucina di pesce, olio extravergine d’oliva di prim’ordine e una celebrità enologica come il Chiaretto Doc. Infine, la pianura, rappresentata dalla Strada del gusto cremonese: tortelli con la zucca e sontuosi bolliti con la mostarda; Grana Padano e Provolone Valpadana Dop; dulcis in fundo, il torrone.
PIATTI DELLA TRADIZIONE
Agnoli
Agoni alla comasca
'Bev'r in vin'
'Bruscitt'
'Busecchin'
Cappelloni
'Casonsei'
'Cassoeula'
Ceci con la tempia
Chiacchere
'Cicc'
Costoletta alla milanese
Gnocchi alla lariana
Lavarelli al vino bianco
Lepre crostata
Mariconde
Messicani
Minestrone alla milanese
'Mondeghîli'
'Nervitt'
Osso buco
'Pan de mei'
Pane di San Siro
Panettone
Pizzoccheri
Polenta alla lodigiana
Polenta 'cunscia'
Polenta dolce
Polenta e 'osei'
Polenta e 'osei'
Polenta pasticciata
Polenta 'rustida'
Polenta 'taragna'
Rane in guazzetto o in umido
Riso alla pilota
Risotto al pesce persico
Risotto alla campagnola
Risotto alla certosina
Risotto alla milanese
Risotto con le rane
'Rostisciada'
'Sciatt'
Spongarda
Timballo di piccione
Tinca alla lariana
Torta paradiso
Torta sbrisolona
Tortelli di zucca
Tortionata
Trippa
Valigini
Artigianato
Fiore all’occhiello dell’artigianato lombardo è ancora oggi la liuteria cremonese, erede di maestri che rispondono al nome di Stradivari e Amati. Di tradizione antica è anche la lavorazione dei metalli, specie nel Bresciano e nel Bergamasco, nel settore delle armi da collezione. Certo, non si tratta di oggetti d’uso comune, come possono essere invece le pentole in pietra ollare, dalle proprietà termiche eccellenti, che vengono prodotte in Valchiavenna, in provincia di Sondrio. Le altre realtà, dal mobile in stile alla ceramica, dai ferri battuti ai vetri d’arte, sono ben rappresentate a livello collezionistico. L’appuntamento da non mancare, l’ultima domenica del mese, è con il “Mercatone dell’Antiquariato sul Naviglio Grande” a Milano, che conta in media 400 espositori lungo una passeggiata molto pittoresca; questo, senza contare tutti i negozi – osterie, boutiques, atelier d’arte – che fanno del quartiere del Naviglio una delle zone più vivaci e mondane della città.
PRODOTTI ARTIGIANALI
Gli Intrecciati
Gli Strumenti musicali
Il Ferro
Il Legno
Il Vetro
La Ceramica
La Pietra ollare
La Tessitura e il Ricamo
Le Armi
Le Pipe e le Tabacchiere