Descrizione
Per superficie e per popolazione è la penultima fra le regioni italiane. Comprende il territorio fra il Trigno, il medio Sangro, l'alto Volturno, i rilievi del Matese e il medio corso del Fortore.
Terra montuosa, comprendente il crinale degli allineamenti appenninici delle Mainarde e del Matese m 2050 e includente in parte i monti del Sannio, digrada in colline verso la costa adriatica di cui occupa un tratto di km 35, tra le foci del Trigno e del Saccione, dove Tèrmoli (secondo maggior centro della regione) è il suo unico porto. Solo in parte vanno a questo mare le acque (con i fiumi detti, col Biferno e col Fortore, che sfocia sul litorale pugliese), poiché la piana di Venafro e la conca di Isernia, che stanno tra le Mainarde e il Matese, dall'altro lato dello spartiacque appenninico, sono percorse l'una dal Volturno (che scende al Tirreno), l'altra dal suo affluente Sordo.
La ripartizione percentuale della forza lavoro occupata rivela un ruolo ancora centrale dell'agricoltura: intensiva nelle piane e nella vallate maggiori, estensiva nelle zone collinari interne, integrata da allevamento di pecore e capre. Nell'attività manifatturiera, prevalentemente di piccole imprese, proseguono tradizioni antiche l'industria della pasta a Campobasso, la coltelleria a Frosolone e la fonderia delle campane ad Agnone.
Il Molise ha costituito un'unica regione storica con l'Abruzzo fino al 1963.
Popolazione
Economia
Storia
Nell'antichità le vicende sono analoghe a quelle dell'Abruzzo; i longobardi lo aggregarono al ducato di Benevento, costituendovi il gastaldato di Bojano, divenuto in età normanna comitatus Molisii (il nome è forse quello di una delle famiglie predominanti), nucleo individuante della regione.
Nell'ambito del «regno meridionale», di cui il Molise seguì le sorti, fu da Federico II unito alla Terra di Lavoro (1221), poi nel sec. XV alla Capitanata, cui restò sino al 1807, quando, regnante Giuseppe Napoleone, fu costituito in provincia con capoluogo Campobasso.
Arte
Testimonianze della cultura sannitica e dell'età romana si trovano a Pietrabbondante, Larino, Sepino e Venafro. Terminata l'età classica, l'arte molisana ebbe corso simile a quella abruzzese. Vi hanno rilievo più che regionale, nel medioevo, gli affreschi del sec. IX nella cripta di S. Lorenzo in S. Vincenzo al Volturno, la badia di S. Maria di Canneto e le cattedrali di Tèrmoli e Larino.
Nel '400 si diffuse lo stile tardogotico tipico dell'area adriatica, mentre a partire dalla metà del '500 la regione subì l'influsso della coeva cultura romana. Il gusto di Napoli, la capitale politica e il maggior centro artistico dello stato borbonico, predominò in età barocca.
Natura
Spiccatamente montuoso e di economia per lo più agropastorale, il Molise si presenta come una regione di diffusa qualità ambientale. Tra gli scenari più pittoreschi, le Mainarde, catena con vette superiori ai 2000 metri, compresa nel perimetro del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Tra le attrattive di queste montagne, le sorgenti del Volturno, massimo corso d’acqua del Mezzogiorno, che contribuisce significativamente alla suggestione del luogo. Nel paesaggio, estese faggete e praterie d’alta quota dalle spettacolari fioriture. Avvistamenti e tracce fanno intuire molteplici presenze: l’orso marsicano e il lupo appenninico; il cervo e il camoscio d’Abruzzo; l’aquila reale e il falco pellegrino. Tra le riserve minori, l’Oasi Wwf di Guardiaregia, nel cuore del massiccio del Matese: lo spettacolo più affascinante è offerto dalle gole del torrente Quirino, ammantate dalla vegetazione sempreverde, con cascate e grotte aperte su abissi carsici.
Enogastronomia
L’affaccio molisano all’Adriatico è molto breve, ma foriero di soddisfazioni gastronomiche: a Termoli, infatti, si gusta un brodetto che si distingue innanzitutto per le varietà di pesce (coda di rospo, scorfano, gattuccio, sampietro, razza e torpedine, trigliette, qualche piccolo polpo, crostacei come canocchie e gamberi, magari qualche piccola aragosta); il tocco più caratteristico, tuttavia, viene dall’aggiunta di peperoni rossi dolci, rosolati con la cipolla e poi lavorati nel mortaio con un bicchiere di aceto rosso. La cucina d’entroterra, invece, rispetta i canoni della tradizione pastorale appenninica. Tra i prodotti tipici, menzione speciale per la soppressata di Monacilioni, il caciocavallo di Agnone e il pecorino di Capracotta. Con la sorpresa dell’Alto Sannio e in particolare di San Pietro Avellana per la raccolta del tartufo nero pregiato e di quello bianco. Degni di nota i vini, sotto l’egida della Doc Biferno e dell’Igt Terre degli Osci, e l’olio extravergine d’oliva, con Larino e Venafro tra le località più rinomate.
PIATTI DELLA TRADIZIONE
Cacio e uova
Cavatelli al ragù
Coniglio alla cacciatora
Fusilli alla molisana
Laganelle e fagioli
Maccheroni alla chitarra
Maiale ai peperoni
'Nirvi e musse'
Picellati
Pizza di grano con le bietole
Polenta al ragù
Trote al forno
Turcinelli arrostiti
Artigianato
“Agnone, città d’arte”, così recita lo slogan di questa località, capoluogo della comunità montana dell’Alto Molise: il colpo d’occhio sul centro storico con le sue 14 chiese è indimenticabile, ma notevolissima è anche la tradizione artigianale che vanta una storica fonderia di campane, con tanto di museo, e una miriade di botteghe artigiane, specializzate nella lavorazione del ferro battuto e del rame. Ma anche altre località riservano analoghi scenari: Isernia, dove i merletti al tombolo hanno tradizione antica e fattura finissima; Scapoli, piccola capitale della zampogna, che qui viene non solo fabbricata, ma anche onorata con un itinerario museale e un festival di musica internazionale; Frosolone, dove la tradizione della coltelleria si fa risalire addirittura ai Longobardi, con un Museo dei ferri taglienti e una mostra mercato che in agosto richiama artigiani da tutta Italia; Pescolanciano, dove la produzione di ceramica d’arte riporta al tempo del Regno delle Due Sicilie.
PRODOTTI ARTIGIANALI
Forbici e Coltelli
La Tessitura e i Merletti
Le Campane
Le Zampogne