Piemonte

Regione

da non perdere

Scopri cosa offre questa regione

da sapere

Torino / ©Belotti P.
Torino / ©Belotti P.

Descrizione

È la regione più occidentale d'Italia e occupa, con la Valle d'Aosta, il versante interno dell'arco alpino occidentale (Alpi Marittime, Cozie, Graie, Pennine) da ponente a nord, mentre a levante abbraccia il settore occidentale della Pianura padana fino al lago Maggiore e al Ticino.
Si distinguono tre grandi zone naturali: montagna, pianura, collina. La prima include alcuni importanti massicci alpini (Monviso, Gran Paradiso, Monte Rosa); la pianura si stende principalmente sulla riva sinistra del Po; la collina comprende, a sud del Po, oltre alla Collina di Torino, i due grandi gruppi di colline del Monferrato e delle Langhe e, a nord del fiume, in corrispondenza dello sbocco delle vallate alpine, varie formazioni moreniche, come l'anfiteatro morenico di Rìvoli e la Serra di Ivrea. Vari laghi (il lago Maggiore, il lago d'Orta, i laghi morenici del Canavese e altri) accrescono la varietà del paesaggio, insita nell'orografia.
La forza lavoro che sorregge l'economia della regione è pari all'8.5% del totale nazionale; in cifre assolute è di poco superiore a quella del Veneto e seconda soltanto a quella della Lombardia. L'industria, in origine favorita dall'ambiente pedemontano e dalla correlata abbondanza di acque, è stata uno dei fattori trainanti della trasformazione e dello sviluppo italiano nell'ultimo mezzo secolo. L'ossatura industriale piemontese è costituita dal settore meccanico, soprattutto in provincia di Torino, e in particolare da quello automobilistico (l'industria meccanica di Ivrea delle macchine per scrivere e da calcolo è oggi prevalentemente elettronica). Di grande respiro e diffusione anche l'industria tessile (laniera nel Biellese, cotoniera allo sbocco delle grandi valli come la val di Susa, la val Pèllice e altre, delle fibre tessili artificiali a Venarìa, Ivrea, Vercelli, Verbania). Altre industrie sono ancora la chimica, concentrata specialmente a Torino e dintorni (gomma, materie plastiche), la cartaria e la poligrafica, la conciaria (Canavese), la vetraria (valli del Tànaro e della Bòrmida), le industrie di abbigliamento e moda (Torino, Alessandria, Biellese), dei dolciumi (Torino, Alba) e alimentare. Tipica la lavorazione artigiana delle argenterie (Vercelli) e delle oreficerie (Valenza). Alla produzione industriale, varia e intensa, è correlato il terziario.
Nel quadro economico della regione è importante anche l'attività agricola, con la coltura del riso (Vercellese e Novarese) e della vite nelle titolate zone vinicole del Monferrato e delle Langhe (la vite sostiene una vasta industria enologica per vini pregiati, spumanti e vermut). Dal pregiato allevamento bovino dipende un'industria lattiero-casearia.
Sono celebri varie località di villeggiatura e di sport invernali nell'arco alpino; di richiamo anche numerose località collinari e, soprattutto, dei laghi. Torino è la più importante, ma non è la sola, delle città d'arte.

Popolazione

Economia

Storia

Le terre che oggi costituiscono il Piemonte (il nome Pedemontium, o piede dei monti, compare solo alla metà del sec. XII per indicare un esiguo tratto di pianura a sud-ovest di Torino tra il Po e il Sangone) entrarono nell'orbita romana solo al principio dell'impero. Furono poi di longobardi e franchi e vennero, allora, frazionate in ducati, contee e marchesati.
Nel sec. X ebbe grande importanza la marca di Ivrea, sdoppiatasi in seguito nelle marche di Ivrea e Torino, passate poi in possesso dei Savoia, casato di origine e, per lungo tempo, di interessi oltralpini. Dal sec. XII accanto ai Comuni si affermarono i marchesati di Saluzzo e del Monferrato.
Il ducato di Savoia polarizzò sempre più le sue ambizioni sulle terre al di qua delle Alpi; pressoché travolto nel sessantennio di guerre tra francesi e spagnoli, risollevò le sue sorti a partire da Emanuele Filiberto. Nel 1714 infine anche il Monferrato entrava a far parte dello Stato sabaudo, che nel 1743 arrivava a comprendere nel suo ambito tutta la regione.
Aggregato all'impero durante il periodo napoleonico, il Piemonte fu poi il cuore del regno di Sardegna e, specialmente col ministro Camillo Benso conte di Cavour, il centro dell'azione politica e militare che condusse all'Italia unita. Torino ne fu, fino al 1865, la prima capitale.

Arte

Testimonianze d'epoca romana restano a Torino (porta Palatina) e Susa (arco d'Augusto). I periodi di maggior rilievo artistico delle terre piemontesi appaiono situarsi nei sec. XI-XV (arte romanica e gotica) e XVII-XVIII (barocco).
Torri campanarie e altre vestigia romaniche sono frequenti; fra i monumenti medievali giunti significativamente integri sono da ricordare l'Abbazia di Vezzolano, la Sacra di S. Michele, l'Abbazia di Staffarda, poi in età gotica S. Andrea a Vercelli e S. Antonio di Ranverso. Nella facciata di quest'ultimo, come di altre chiese trecentesche e quattrocentesche a Saluzzo, Chieri, Ciriè, Chivasso, le alte cuspidi sopra i portali o ghimberghe sono un singolare elemento caratterizzante.
Durante il rinascimento (sec. XV-XVI), fiorì nel Vercellese un'attiva scuola di pittori che ebbe contatti e mostra affinità con l'arte lombarda. Ne sono esponenti Martino Spanzotti, Girolamo Giovenone, Gaudenzio Ferrari, Defendente Ferrari (loro opere a Vercelli, Novara, Varallo, Chivasso, Ivrea, Torino). Geniali architetti lavorarono a Torino, a partire dalla fine del sec. XVI, assecondando il desiderio sabaudo di fare della città una degna capitale del ducato, prima, del regno poi: venuti di fuori Guarino Guarini (cappella della Sindone, S. Lorenzo, palazzo Carignano) e Filippo Juvarra (Palazzo Madama, basilica di Superga, palazzina di caccia di Stupinigi), piemontesi i Castellamonte e Benedetto Alfieri.
L'arte piemontese non esaurisce il patrimonio artistico della regione; si ricorda, per la sua rilevanza mondiale, almeno il Museo Egizio di Torino.

Natura

L’immagine più caratteristica della natura piemontese è offerta dal Po, che nasce al Piano del Re, al cospetto della cuspide granitica del Monviso, e nei suoi primi 235 chilometri di percorso conta oltre 60 riserve a tutela dei suoi habitat più delicati, dalle torbiere d’alta quota alle grandi colonie di aironi che punteggiano le sue sponde in pianura. Poi c’è l’arco montano, anche in questo caso con realtà a dir poco eccezionali: il Parco naturale delle Alpi Marittime, sulle quali è tornato a veleggiare il maestoso avvoltoio gipeto; quindi, il Parco nazionale del Gran Paradiso, con un centro dedicato allo stambecco nello storico Grand Hotel di Ceresole Reale; infine, il Parco nazionale della Val Grande, ritenuto la più grande wilderness italiana, con un notevole patrimonio di incisioni rupestri.

Enogastronomia

Il Piemonte è uno dei quei pochi distretti vinicoli che mettono d’accordo tutti. Territori come le Langhe e il Monferrato non hanno bisogno di molte presentazioni: un rosso ineguagliabile come il Barolo per le prime e uno spumante di notorietà mondiale come l’Asti sono biglietti da visita che valgono anche per tutte le restanti produzioni – se ne contano oltre 50 – alcune di storica fama, come la Barbera, altre di recente valorizzazione, come il Cortese. Seguendo le strade del vino si scoprono altri tesori che fanno del Piemonte un paradiso gastronomico. Sempre in termini d’eccellenza, basta citare il tartufo bianco pregiato, che ha le sue capitali nelle città di Alba e Asti, ma l’offerta è così ricca che dovunque l’aria risulta intrisa del suo aroma. Straordinari anche i formaggi: per averne una visione complessiva, dal Raschera d’alpeggio all’erborinato Castelmagno, c’è una fiera, “Cheese”, che si tiene a Bra. Evento globale è invece il “Salone del Gusto” di Torino, organizzato da Slow Food, l’associazione che dal Piemonte si è fatta conoscere nel mondo.

PIATTI DELLA TRADIZIONE

Agnolotti
'Bagna caôda'
Brasato al Barolo
Cipolle ripiene
Finanziera
Fonduta
Fritto misto
Lepre ai funghi
Lepre alla vignarola
Lepre 'in civet'
Lumache al Barbera
Peperoni ripieni
Pesche ripiene
Pollo alla Marengo
Risotti
'Tajarin'
Vitello tonnato
Zabaione

Artigianato

Per farsi un’idea di quanto offre l’artigianato tradizionale piemontese basta girare tra le bancarelle del “Gran Balôn”, il mercato d’antiquariato che dal 1856 si tiene a Torino nella zona di porta Palazzo; oggi si ripete ogni seconda domenica del mese e propone una variopinta rassegna di antichità, tra le quali non mancano mai oggetti d’artigianato regionale, dai lavori in legno delle valli alpine ai mobili in stile, dalle ceramiche agli oggetti di peltro e ferro battuto. Per conoscere le aziende che ancora si dedicano a tali produzioni, la Regione ha creato l’apposito marchio “Piemonte Eccellenza Artigiana”. Realtà a sé stante è poi quella dell’arte orafa, che solo nella sua capitale, Valenza, conta oltre 1300 laboratori artigianali, con una particolare vocazione per il trattamento delle pietre preziose.

PRODOTTI ARTIGIANALI

Gli Strumenti musicali
I Metalli
Il Legno
L’Oreficeria
La Ceramica
La Pietra
La Tessitura e il Ricamo

CARTA D'IDENTITA'

STATUTO
Statuto ordinario (1970)

CAPOLUOGO
Torino

SUPERFICIE
25.400

ABITANTI
4.401.266

DENSITA' (Ab. / Km2)
173,3

CAPOLUOGHI DI PROVINCIA
Alessandria; Asti; Biella; Cuneo; Novara; Verbania; Vercelli

POPOLAZIONE ATTIVA
51,2%

TASSO DISOCCUPAZIONE
4%

PIL PER ABITANTE
26.544

AREE PROTETTE
6,6%

Eventi Vedi tutti

Rappresentazione della Passione

dal 21 al 23 aprile 2011

Romagnano Sesia

Epifania

venerdì 6 gennaio 2012

Romagnano Sesia

Ring! Festival critica cinematografica

dal 1 al 3 ottobre 2010
via Savona 1
Alessandria

Torino Film Festival

dal 26 novembre al 4 dicembre 2010
varie location
Torino