Trentino-Alto Adige

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Alta Badia/cc_sa_by Giulio Orrù
Alta Badia/cc_sa_by Giulio Orrù

Descrizione

Costituiscono il territorio del Trentino la media valle dell'Adige, dalla chiusa di Salorno ad Avio, l'alto bacino del Sarca, quello del Chiese fino al lago d'Idro, l'alta valle del Brenta o Valsugana fino alla stretta di Primolano e il bacino superiore del Cismon. Lo delimitano a nord-ovest la catena che dal Cevedale scende all'Adige, a ponente il gruppo dell'Adamello, a levante le Dolomiti. Le valli tributarie dell'Adige sono quella del Noce (che prende i nomi di val di Sole e val di Non) a ponente, e dell'Avisio (i cui tratti si chiamano di Fassa, di Fiemme e Cembra) a levante. È una zona di monti e di boschi (questi coprono il 50% della superficie) con forme e paesaggi tra i più vari: prealpini (parte della catena del Baldo, affacciata sul Garda, e il gruppo del Pasubio), dolomitici (a est dell'Adige la Marmolada, la catena dei Lagorai e le Pale di San Martino; a ovest il gruppo di Brenta), alpini (il versante dell'Adamello e la Presanella, a ovest). Arricchiscono il quadro verdi altipiani (di Folgaria, di Lavarone), laghetti montani (di Molveno, Toblino, Caldonazzo, Lèvico, Tovel) e il bacino settentrionale del Garda, solare angolo mediterraneo.
La ripartizione della forza lavoro occupata rispecchia un'economia che ha nell'agricoltura e in genere nel primario, oltre che nel turismo, i suoi cardini: forte produzione di legname, allevamento bovino nei vasti pascoli, frutteti (pere e mele) e vigneti, da un lato, villeggiature montane e climatiche, alpinismo, sport della neve, dall'altro.
L'Alto Adige/Südtirol è terra bilingue (italiano e tedesco), essendo abitata da genti di stirpe germanica, la più numerosa minoranza linguistica dello stato italiano; alcune valli (Gardena, Badia, Marebbe nonché Fassa in Trentino) sono di cultura ladina, vestigia della latinità di val d'Isarco derivante dai nuclei di popolazione che dal sec. XI migrarono a colonizzare le valli dolomitiche. La provincia di Bolzano/Bozen occupa il versante meridionale delle Alpi atesine (Venoste, Passirie, Breonie, Aurine, Pusteresi) e consta del bacino dell'Adige a monte della stretta di Salorno fino allo spartiacque alpino. Questo si stende ad arco dall'Ortles al Picco dei Tre Signori e alle Alpi Carniche e comprende il punto più settentrionale dello Stato italiano (Vetta d'Italia m 2912). Essenzialmente montano, il territorio include noti gruppi dolomitici (Sella, Scìliar, Sassolungo, Odle, Puez, Catinaccio-Latemar, Tre Cime di Lavaredo). Tributarie della valle dell'Adige (che ha nome di Venosta nella parte superiore) sono quelle d'Ugrave, ltimo, Passiria, Sarentina, dell'Isarco, Badia, Pusteria, Gardena. Il paesaggio è celebrato: vallate ora fiancheggiate da erte pendici o strapiombi rocciosi, ora aperte in ondulate praterie o grandi conche serene (Merano, Bressanone, Vipiteno), altipiani di pascoli (Renon, Alpe di Siusi), massicci dolomitici che si alzano sopra le abetaie o aspri sfasciumi e si rispecchiano in immoti laghetti (Carezza, Bràies).
Il paesaggio rivela anche l'economia: forte agricoltura specializzata nel frutteto (la produzione di mele è il 35.66% del totale italiano) e nella vigna; allevamento; sfruttamento delle grandi estensioni di conifere. L'industria è concentrata soprattutto a Bolzano (è una singolarità l'artigianato dell'intaglio del legno in val Gardena); il turismo (villeggiature estive, alpinismo, escursionismo, sport invernali) si fonda su una lunga tradizione di ospitalità e conta, nella provincia, il numero di alberghi più alto d'Italia dopo l'Emilia-Romagna.

Popolazione

Economia

Storia

L'attuale Trentino era stato romanizzato tra il sec. III e il sec. I a.C. e faceva parte della X regione augustea Venetia et Histria che giungeva fino a Sabiona in val d'Isarco (Chiusa). L'imperatore Corrado II, volendo in mani amiche il transito tra Germania e Italia per il Brènnero e la valle atesina, istituì il principato ecclesiastico di Trento (1027, insieme a quello di Bressanone). Non tutti i 51 principi-vescovi che ressero il territorio, fino alla secolarizzazione del 1803, furono tuttavia tedeschi (al tempo dell'italiano Cristoforo Madruzzo fu aperto nel Duomo di Trento, 1545, il celebre Concilio).
Terra imperiale, ambita dagli Asburgo (vi ebbero influenza e potere dal 1363 come conti del Tirolo, poi nel 1511 Massimiliano d'Asburgo impose una sorta di protettorato sul principato ecclesiastico), fu direttamente austriaca dopo il periodo napoleonico (durante il quale, dal 1810 al 1813, aveva fatto parte del Regno italico) fino al termine della prima guerra mondiale. Realizzando le aspirazioni irredentistiche, le truppe italiane entrarono in Trento il 3 novembre 1918.
Quanto all'Alto Adige/Südtirol, in epoca romana l'attuale provincia era divisa nelle regioni Venezia, Rezia e Norico. Quando i baiuvari, dopo la morte di Teodorico, invasero la terra che da loro prenderà il nome Baviera, entrarono anche nell'odierno Tirolo e, di qua dello spartiacque alpino, nelle valli dell'Isarco e della Pusteria. Altri momenti della storia, e anche gli ultimi secoli, accrebbero la germanizzazione. Corrado II nel 1027 creò il principato vescovile di Bressanone, sede ove si era trasferito il vescovo di Sabiona. Vennero via via acquistando potere tra la feudalità laica i conti della Venosta che, dal 1140, si chiamarono di Tirolo da un loro castello sopra Merano.
La contea passò per parentela ai conti di Gorizia, poi agli Asburgo (1363), legando così il territorio a quella famiglia, poi imperiale. Le oscillazioni della politica napoleonica verso la casa d'Austria portarono alla secolarizzazione del principato ecclesiastico (1803) e alla sua consegna all'Austria, poi all'assegnazione del Tirolo (comprendente anche l'attuale provincia di Bolzano) alla Baviera (trattato di Presburgo, 1805). La breve appartenenza alla Baviera, alleata della Francia, vide l'insurrezione (1809) di Andreas Hofer, patriota della val Passiria poi fucilato a Mantova e considerato eroe nazionale dai Tirolesi.
Tornato all'Austria dopo la caduta di Napoleone e incorporato nella provincia di Innsbruck, il territorio venne unito all'Italia alla fine della prima guerra mondiale (1918), insieme al Trentino, perché il confine coincidesse con lo spartiacque alpino, sottovalutando i problemi impliciti nella presenza di popolazioni alloglotte.

Arte

Architettura e scultura del Trentino nel periodo romanico hanno impronta lombarda; il Duomo di Trento ne è il monumento più insigne. La stagione gotica, che si protrae anche per tutto il '400, è testimoniata da chiese (Cavalese, Cles), castelli e singolari documenti pittorici, cavallereschi come gli affreschi del castello di Avio e della torre dell'Aquila a Trento (i Mesi), o religiosi come gli affreschi con la leggenda di S. Giuliano nel Duomo trentino.
Per tutto il '400 e fino a metà del '500 i Baschenis, pittori bergamaschi, decorarono chiese in valli trentine. Al principe-vescovo Bernardo Clesio si deve l'apertura alle forme rinascimentali, con la costruzione del Magno Palazzo nel Castello del Buonconsiglio a Trento (1528), per la decorazione del quale chiamò, fra gli altri, i Dossi, pittori ferraresi oriundi trentini, Romanino e Fogolino. Artisti veneti minori portarono il gusto della loro cultura nel costruire e nel decorare; mantennero contatti con la terra d'origine della famiglia, la val di Non, i Guardi, veneziani.
Terra al margine di due mondi, il latino e il germanico, l'Alto Adige/Südtirol ha un patrimonio artistico prezioso: di grande interesse, per il periodo più antico, gli affreschi altomedievali di S. Procolo a Naturno e quelli carolingi di S. Benedetto a Màlles; poi episodi romanici come la collegiata di San Candido, le sculture di Castel Tirolo (Merano) e gli affreschi a Monte Maria di Burgusio (Màlles Venosta), Castel Appiano, S. Giovanni di Bressanone. Nel perdurante gotico prevale la componente oltralpina, con le architetture del Duomo di Bolzano, di quello di Merano e della Parrocchiale di Vipiteno, le tante chiese che si inseriscono nel paesaggio con le guglie dei loro campanili e il forte spiovente del tetto, i molti castelli, le figurazioni 145;cavalleresche' di Castel Ròncolo, gli affreschi del chiostro di Bressanone, la tradizione degli altari intagliati e dipinti (ma a Bolzano si hanno gli affreschi giotteschi ai Domenicani, peraltro eseguiti per mercanti fiorentini). Si situa in bilico tra cultura figurativa italiana e tedesca la più grande personalità artistica locale, il pittore e scultore della fine del '400 Michael Pacher. La bipolarità si ritrova nel succedersi, per esempio, dell'italianismo rinascimentale dello stile d'Oltradige e nel gusto barocco oltralpino delle trasformazioni del Duomo di Bressanone e dell'abbazia di Novacella.

Natura

Il Trentino-Alto Adige si conferma regione dalla doppia anima anche nel paesaggio montano: dalle Alpi Retiche, di natura granitica, si passa alle Dolomiti, inconfondibili formazioni calcaree; un passaggio che si manifesta chiaramente nel Parco naturale Adamello-Brenta: un massiccio quasi monolitico, il primo; un gruppo tormentato di guglie e torrioni, il secondo. Simbolo dell’area protetta è l’orso bruno, del quale sembra scongiurata in extremis l’estinzione. Varcata la valle dell’Adige, la natura dolomitica di queste montagne si esprime pienamente. Tra le aree protette della provincia di Bolzano valga come esempio il Parco naturale delle Dolomiti di Sesto, nel quale si trova uno dei gruppi più famosi, le Tre Cime di Lavaredo; a prima vista le pareti di roccia e i ghiaioni sembrano ambienti inospitali, ma non è così: a distanza si avvistano gruppi di camosci e l’aquila reale; poi si scoprono straordinarie fioriture di papaveri gialli e rododendri irsuti.

Enogastronomia

L’Alto Adige ha un primato storico in materia di strade del vino perché secolare è la fama della Weinstrasse che sale in destra d’Adige dalla “Stretta di Salorno” a Bolzano, 42 chilometri in tutto, in un susseguirsi di scenari vinicoli assolutamente eccezionali. L’accoglienza è di prim’ordine, a partire dalle taverne che si prestano al rito del Törgellen, corrispondente alla fine della vendemmia ma protratto fino alla prima neve, quando in tavola sono protagonisti il pane nero e lo speck, la zuppa d’orzo, le salsicce con i crauti, le castagne. Il Trentino risponde con ben sette strade dei vini e dei sapori, che spaziano dal lago di Garda alle valli dolomitiche. La più rappresentativa è quella della Vallagarina, dove si degusta il rosso Marzemino, abbinando ai piaceri del palato quelli del pensiero: da Rovereto, con il suo avveniristico museo d’arte, alla località minore, Ala, deliziosa per atmosfera e cultura.

PIATTI DELLA TRADIZIONE

Camoscio alla tirolese
Fagioli e carne salata
'Frittatensuppe'
Gnocchi di ricotta
'Kastanientorte'
'Knödeln'
Lepre alla trentina
Lumache alla meranese
Pasticcio di maccheroni
Piatto elefante
Pinza trentina
Polenta di patate
Pollo alla trentina
Probusti
Ravioli della Val Pusteria
Rosada
'Sauerkraut'
'Smacafam'
Strudel
Würstel
'Zelten'

Artigianato

Padrone assoluto del campo è il legno, che come materia prima viene declinato in tutti i modi: sculture a soggetto sacro e maschere carnevalesche, giocattoli e figurine da presepe, mobilia intagliata e oggetti d’arredo. Notevole anche la tradizione nel campo dell’abbigliamento, dai capi in loden ai cappelli di feltro, con una significativa realtà nel ricamo. Molto apprezzate, anche le ceramiche. Per una visione complessiva dell’offerta l’occasione migliore è proposta dai mercatini natalizi. Si parte da Trento, che presta le sue mura come sfondo alle bancarelle; poi vanno segnalati Arco, nella cornice del lago di Garda, e Levico Terme, dove il mercatino è allestito nell’asburgico parco del palazzo delle Terme. Poi si passa a Bolzano, con bancarelle e negozi tra mille luci in tutta la città. Quindi Merano e Bressanone, dove tutto è improntato alla nostalgia dei bei tempi andati. Infine Brunico e Vipiteno, con allestimenti degni di una fiaba del Nord.

PRODOTTI ARTIGIANALI

I Merletti e il Ricamo
I Metalli
I Mobili
Il Legno
L’Oreficeria
La Pietra e il Marmo
Le Maschere
Le Stufe in maiolica

CARTA D'IDENTITA'

STATUTO
Statuto speciale (1948)

CAPOLUOGO
Trento

SUPERFICIE
13.607

ABITANTI
1.007.267

DENSITA' (Ab. / Km2)
74

CAPOLUOGHI DI PROVINCIA
Bolzano/Bozen

POPOLAZIONE ATTIVA
56,3%

TASSO DISOCCUPAZIONE
2,8%

PIL PER ABITANTE
30.815

AREE PROTETTE
20,8%

Eventi Vedi tutti

Ice Gala

dicembre 2014 (data esatta ancora da definirsi)
Palaonda, via Marco Polo
Bolzano/Bozen

Mercatino di Natale

dal 27 novembre al 23 dicembre 2014 e dal 26 dicembre 2014 al 6 gennaio 2015
piazza Walther
Bolzano/Bozen

Mercatino di Natale

dicembre 2014 (data esatta ancora da definirsi)

Santa Cristina Valgardena/Sankt Christina in Gröden

Merano Wine Festival

dal 8 al 10 novembre 2014

Merano/Meran