Umbria

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Assisi/cc_by Jin Linwood
Assisi/cc_by Jin Linwood

Descrizione

Situata fra Toscana, Marche e Lazio, è l'unica regione dell'Italia peninsulare che non tocchi il mare, in prevalenza montuosa e collinare. I rilievi più alti, che superano raramente i m 1500, fanno parte della catena principale appenninica, nel tratto detto umbro-marchigiano, che si distende a levante della regione (le quote maggiori sono a sud-est verso i Sibillini e il Terminillo); nel resto dell'orografia, modeste groppe di morbide linee, digradanti al procedere verso ponente. Fra monti o colline si aprono grandi bacini, piani o debolmente inclinati, un tempo laghi poi colmati da materiali di alluvione: la cosiddetta Valle Umbra, tra Perugia e Spoleto, la val Tiberina, percorsa da un lungo tratto del Tevere, le piane di Gubbio, Norcia, Terni. La ricchezza d'acque nel paesaggio si evidenzia nelle spettacolari sorgenti del Clitunno, nelle cascate delle Màrmore, nei laghi Trasimeno e di Piediluco.
Le trasformazioni economiche, che di recente hanno investito la fondamentale matrice agricola, hanno portato a una distribuzione percentuale della forza lavoro che ripete, senza sensibili scostamenti, la media nazionale. Vite e ulivo hanno notevole estensione e insieme ai seminativi qualificano il paesaggio umbro, la prima specialmente nell'Orvietano, il secondo nella zona del Trasimeno e fra Assisi e Terni.
Nel ventaglio delle attività industriali hanno impatto caratterizzante, economico e sociale, la siderurgia e la meccanica del Ternano, alimentate dalle centrali idroelettriche che sfruttano le acque del Velino e della Nera. Tradizione antica ha la fabbricazione della ceramica artistica a Deruta, Gubbio, Gualdo Tadino, Perugia, Orvieto.

Popolazione

Economia

Storia

Dapprima ci furono gli umbri, forti nelle armi, che abitavano a sinistra del Tevere, poi gli etruschi che stavano alla destra; entrambi furono assoggettati da Roma nel 295 a.C. Più tardi vennero i longobardi del ducato di Spoleto (sec. VI-VIII), infine i comuni coagularono le energie cittadine dai sec. XI-XII, prevalendo tra loro Perugia. Accanto ai santi (Benedetto di Norcia e Francesco di Assisi), la storia locale espresse avventurosi condottieri: i Piccinino, Malatesta Baglioni, Gattamelata da Narni, Braccio da Montone.
I presupposti che la Chiesa pone, fin dal sec. VIII, per il controllo della regione, hanno compimento solo nel sec. XVI, esaurita la stagione delle piccole signorie: i Trinci a Foligno, gli Atti a Todi, i Monaldeschi a Orvieto, i Baglioni a Perugia. Lo Stato della Chiesa dura a lungo, oltrepassa la crisi napoleonica. Nel 1859 i perugini si ribellarono, Pio IX mandò duemila svizzeri a rioccupare la città, che misero a sanguinoso sacco: sono «le stragi di Perugia»; l'anno dopo arrivavano i bersaglieri del generale Manfredo Fanti.

Arte

Le testimonianze etrusche si trovano, fra l'altro, a Perugia, Orvieto, Bettona, Todi; quelle romane ad Assisi, Spoleto, Spello, Gubbio, per tacere dei siti archeologici di Carsulae e Ocriculum. Preziosi edifici paleocristiani sono S. Salvatore di Spoleto, il tempietto del Clitunno, S. Angelo a Perugia.
Intensa si fa l'attività costruttiva a partire dal sec. XII; ispirati ai modi lombardi, sorgono, romanici, il Duomo e S. Gregorio a Spoleto, il Duomo di Assisi, S. Silvestro e S. Michele a Bevagna, altre chiese in città, borghi e campagne. Il carattere architettonico di quasi tutte le città si configura tuttavia nell'età gotica: ad Assisi si costruiscono le due chiese sovrapposte di S. Francesco - in cui dipingono Cimabue, Giotto, Simone Martini, Pietro Lorenzetti - e quella di S. Chiara; Orvieto fa costruire al senese Maitani il Duomo; alle cattedrali si contrappongono gli edifici pubblici laici: il palazzo dei Priori a Perugia, il palazzo dei Consoli a Gubbio, il palazzo del Popolo a Orvieto, altri a Todi e Città di Castello.
Poche ma di alto significato le architetture del rinascimento: l'oratorio di S. Bernardino con le sue sculture a Perugia, il Palazzo Ducale di Gubbio, S. Maria della Consolazione a Todi. Vengono a lavorare in Umbria artisti toscani (Benozzo Gozzoli a Montefalco, Filippo Lippi a Spoleto, Luca Signorelli a Orvieto, per esempio), ma assume fisionomia la pittura umbra, scuola policentrica (Gubbio, Foligno, Spoleto, Perugia), ma in cui primeggiano Pinturicchio (da Perugia) e Perugino (da Città della Pieve), maestro a Raffaello.

Natura

Lo slogan «Umbria, cuore verde d’Italia» introduce a una regione che ha fatto della natura la sua principale attrattiva turistica. Come punto di riferimento, il Parco nazionale dei Monti Sibillini, dorsale di spartiacque dell’Appennino Umbro-Marchigiano: le vette superano spesso i 2000 metri, formando scenari grandiosi e selvaggi, ma senza essere impervie, offrendosi apertamente all’escursionismo estivo e invernale. Una vera wilderness, habitat per lupi e aquile reali, con estese faggete e praterie d’alta quota dalle bellissime fioriture. Quello umbro è detto il ‘versante sacro’ del parco, per via delle numerose testimonianze del monachesimo benedettino di Norcia, dove grande attrazione, però, meritano anche i prodotti tipici, dai salumi al tartufo nero. Quella della spiritualità, sullo sfondo di una natura bellissima e dei sapori intensi della montagna, è una costante della regione, come ad Assisi, nel Parco del Subasio, o a Gubbio, alle porte del Parco del monte Cucco.

Enogastronomia

Nella botte piccola, il vino buono, e l’Umbria tiene fede al proverbio. La scoperta dei tesori enogastronomici della regione parte da Perugia con la Strada dei vini del Cantico, disegnata tra la val Tiberina e la valle Umbra, con un polo d’eccellenza a Torgiano. Poi, si percorre la Strada del Sagrantino, attorno al pittoresco borgo di Montefalco; quindi la Strada dei vini Etrusco-Romana, che a Orvieto abbina enologia e cultura; infine, la Strada dei vini del Lago Trasimeno, dagli scenari pittorici, e la strada dell’Olio Dop Umbria, altro grande prodotto della collina. Mancano i sapori della montagna, che si esaltano a Norcia in un tripudio di tartufi e salumi, dal momento che il luogo è fatidico per entrambi; ma non è tutto, perché dai pascoli giunge un pecorino inimitabile e dagli altipiani le deliziose lenticchie di Castelluccio. Senza dimenticare la porchetta, ulteriore orgoglio regionale, corollario gastronomico di ogni mercato e sagra.

PIATTI DELLA TRADIZIONE

Beccacce alla norcina
Brustengolo
Cardi al grifo
Ciriole
Frittata al tartufo
Impastoiata
Lepre alle olive
Palombacci
Porchetta al finocchio
Regina in porchetta
Risotto alla norcina
Rocciata di Assisi
Torta di Orvieto
Zuccherini di Bettona

Artigianato

È lunga la lista delle tipicità di una regione che fin dal Medioevo ha tenuto in gran considerazione i suoi maestri d’arte: terracotta e ceramica, legno e metallo, ricamo e tessitura, litografia e xilografia, oreficeria e vetro. Una ricchezza che risalta nelle botteghe, ma anche sui banchi dei mercatini d’antiquariato, a partire da quello che si tiene nel centro storico di Perugia l’ultimo fine settimana del mese. Protagonista indiscussa è la ceramica, di varia provenienza regionale: Città di Castello, Deruta, Gualdo Tadino, Gubbio, Orvieto, Perugia, Umbertide. A seguire, il mobile di carattere domestico, per lo più ottocentesco, con qualche lavoro più importante della scuola locale d’intaglio e intarsio. Ben rappresentata anche la lavorazione dei metalli, con svariati articoli in rame, soprattutto da Magione. Chiudono i tessuti: tovaglie perugine, lini operati a occhio di pernice da Città di Castello, ricami a punto Assisi, merletti di Orvieto e altro ancora.

PRODOTTI ARTIGIANALI

Il Ferro e il Rame
Il Legno
La Ceramica
La Tessitura e i Merletti

CARTA D'IDENTITA'

STATUTO
Statuto ordinario (1970)

CAPOLUOGO
Perugia

SUPERFICIE
8.456

ABITANTI
884.450

DENSITA' (Ab. / Km2)
104,6

CAPOLUOGHI DI PROVINCIA
Terni

POPOLAZIONE ATTIVA
49,5%

TASSO DISOCCUPAZIONE
5,1%

PIL PER ABITANTE
22.402

AREE PROTETTE
7,5%

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