Veneto

Regione

da non perdere

Scopri cosa offre questa regione

da sapere

©Belotti P.
©Belotti P.

Descrizione

La superficie veneta rappresenta il 6% del territorio nazionale; per quantità di popolazione e per densità di abitanti si colloca al quinto posto tra le regioni.
Stendendosi dallo spartiacque alpino all'Adriatico il Veneto occupa la parte nord-orientale della Pianura padana (delimitata dal Garda e dal Mincio a ponente, dal Po a sud, da Livenza e dal basso Tagliamento a levante) e una porzione delle Alpi orientali; analogamente due sono le zone naturali, pianura e montagna. La prima è di alluvione fluviale, orlata alla costa dalla Laguna veneta e dalla parte settentrionale del Delta padano; in essa si alzano isolati, tra Verona e Padova, i monti Bèrici e i colli Euganei, in parte di origine eruttiva. Al margine settentrionale della pianura cominciano le Prealpi, formazioni calcaree estese dal Garda al Friùli, con altitudini tra i 1500 e i 2000 m, a massicci e altipiani di prati e boschi (monte Baldo, monti Lessini, Piccole Dolomiti e gruppo del Pasubio, altopiano di Asiago, monte Grappa, Prealpi feltrine e bellunesi); le separano dalle Alpi depressioni longitudinali e numerosi solchi vallivi percorsi dai fiumi. La parte alpina della regione comprende l'alto bacino del Piave (Cadore), con favolosi panorami e cime dolomitiche dal passo Pordoi al Comèlico, e un tratto dello spartiacque, in corrispondenza delle Alpi Carniche.
La struttura economica è il risultato di una delle più vaste trasformazioni avvenute nell'ultimo mezzo secolo in Italia, con il rapido passaggio da una realtà contadina all'attività industriale. L'agricoltura presenta rilevanze statistiche caratterizzanti (prima regione per il raccolto di uva da vino e seconda nella vinificazione col 14.28% del totale italiano; prima nella produzione del granoturco, seconda in quella della barbabietola da zucchero e seconda anche, dopo la Lombardia, per consistenza del patrimonio di bestiame bovino, col 14.12% del totale nazionale) e zone a produzione specializzata: i vigneti della fascia pedemontana e delle colline subalpine, i frutteti del Veronese e del Trevigiano, gli orti chioggiotti.
Nel tessuto industriale si notano la tradizionale vocazione laniera del Vicentino pedemontano (tra Arzignano, Valdagno, Schio, Thiene e Vicenza) e la concentrazione dell'industria pesante a Mestre-Marghera, al margine della Laguna. Radicate produzioni di prestigio, industriali e artigiane, sono quelle della vetreria a Murano, delle calzature di montagna a Montebelluna, di occhiali e lenti nel Cadore, dell'oreficeria a Vicenza e della ceramica a Bassano del Grappa, Nove, Este. Le acque della montagna servono a produrre energia nei `salti' idroelettrici. Venezia (con Porto Marghera) è per movimento merci il quinto porto italiano, il secondo della costa adriatica peninsulare.
Città d'arte tra le più esclusive, Venezia attira grandi folle turistiche, ma esercitano attrazione anche i prestigiosi luoghi di montagna, le spiagge e le località termali.

Popolazione

Economia

Storia

Vi è una data remota tanto precisa quanto mitica, la fondazione di Padova da parte del troiano Antenore, 1184 a.C.; del sec. X a.C. si ritengono peraltro gli stanziamenti paleoveneti, tra Adige e Livenza, dai quali si sviluppò la cultura dei veneti antichi. La romanizzazione è del sec. III-II a.C. e, al censimento augusteo, Padova risultava la città più ricca d'Italia dopo Roma.
Al termine del periodo delle migrazioni dei popoli, la venuta dei longobardi provocò la separazione tra l'entroterra e la laguna, dove già avevano trovato riparo profughi per precedenti invasioni. I destini della terraferma, longobarda, franca, poi imperiale, e dell'estuario, bizantino e poi della Serenissima, si ricongiungeranno solo col dominio veneziano sulla prima.
Il Veneto terragno partecipa delle vicende della Pianura padana, con il formarsi dei Comuni nelle città (sec. XI-XII) e poi l'affermarsi delle signorie di famiglie di origine feudale (sec. XIII e XIV): Scaligeri a Verona (quella con più forte carica espansionista, fermata dalla coalizione di Venezia, Firenze e Milano, 1336-39), Carraresi a Padova, da Camino a Treviso, Estensi che passeranno da Este a Ferrara. Venezia frattanto vive i secoli della massima potenza, politica, mercantile, marittima, mediterranea più che italiana. Il suo primo acquisto fuori della Laguna fu quello di Treviso (1339); la «politica di terraferma» e lo scontro vittorioso coi Visconti, che erano dilagati in Veneto, portò a costituire il «dominio» (principio del sec. XV), che peraltro, oltre all'attuale regione Veneto, comprendeva il Friùli e la Lombardia orientale fino all'Adda.
Superata la crisi della guerra della lega di Cambrai (1509), in cui lo stato veneziano sfiorò la catastrofe, l'unificante governo di Venezia durò fino alla caduta della Repubblica (1796) e alla cessione bonapartesca all'Austria (trattato di Campoformio, 1797). Salvo il riacquisto napoleonico (1805-15), il Veneto fu austriaco fino all'unione al regno d'Italia (1866), come esito politico della terza guerra d'indipendenza, pur militarmente sfortunata.

Arte

L'Arena di Verona è il più importante monumento romano nell'Italia settentrionale.
Nel medioevo il Veneto, parte della Padania, ne condivide la vicenda artistica, Venezia si tiene collegata alla sua matrice: ha carattere lombardo S. Zeno di Verona, bizantino S. Marco di Venezia. In terraferma fu intensa l'attività costruttiva durante il '200 e il '300, nei modi romanico-gotici e col laterizio padano: le chiese di S. Antonio a Padova, S. Anastasia a Verona, S. Lorenzo a Vicenza, il Castelvecchio di Verona, il palazzo della Ragione di Padova, il palazzo dei Trecento a Treviso, le mura che cingono Montagnana, Cittadella, Castelfranco Veneto.
Venezia intanto elabora l'originalità di struttura, spazi, forme, colori del suo gotico nel particolarissimo ambiente delle isole realtine, dove l'architettura - è stato detto - appare quale una vibrazione cromatica tra gli infiniti spazi del mare e del cielo (Palazzo Ducale, Ca' d'Oro, chiese dei Frari e di S. Zanipolo). Giotto aveva dipinto a Padova nel '300 (cappella degli Scrovegni); nel '400 la città fu centro di irradiazione del rinascimento per la presenza del fiorentino Donatello (monumento al Gattamelata, altare del Santo) e l'opera di Andrea Mantegna (di Isola di Carturo, a nord-ovest della città). Nello stesso secolo ha inizio la grande stagione della pittura veneziana, capitolo altissimo, com'è ben noto, dell'arte non solo italiana, cui contribuiranno veneziani, come Gentile e Giovanni Bellini, Vittore Carpaccio, Tintoretto, e altri venuti dalla terraferma, quali Cima da Conegliano, Giorgione (di Castelfranco Veneto), Tiziano (di Pieve di Cadore), Veronese.
Pur adottando forme rinascimentali, a Venezia l'architettura, in chiese (S. Maria dei Miracoli, S. Zaccaria) e palazzi, resta fedele alla sua originalità, al genio lagunare. Sarà modulato coerentemente a quell'atmosfera anche il classicismo aulico cinquecentesco del fiorentino Jacopo Sansovino (Libreria Marciana o, appunto, Sansoviniana) e del padovano Andrea Palladio (chiese di S. Giorgio e del Redentore), che completeranno l'immagine di Venezia. Lo stesso Palladio darà forma al volto di Vicenza (la Basilica, i palazzi patrizi) e a quello della campagna veneta che dissemina di ville.
Felicemente agganciata a Venezia la cultura artistica continua a ripetere in terraferma il gusto, colto e patrizio, del capoluogo che, nel suo aureo autunno, avrà ancora un grande architetto capace di tradurre nel linguaggio lagunare anche il barocco (Baldassarre Longhena: la Salute, Ca' Pesaro) e il trionfo del luminoso colore settecentesco con Piazzetta, Giambattista e Giandomenico Tiepolo, il vedutismo (Guardi, Canaletto) e Pietro Longhi, di «spirito brillante e bizzarro» (lo dice il figlio), che racconta la vita veneziana nello stesso tempo di Carlo Goldoni.
Si affermarono fuori della regione da cui trassero origini e cultura, poi, in età neoclassica, l'incisore e architetto Giovanni Battista Piranesi (di Mogliano Veneto) e lo scultore Antonio Canova (di Possagno); e, nel sec. XX, lo scultore Arturo Martini (di Treviso).

Natura

Straordinaria e per certi aspetti unica è la varietà del paesaggio veneto, dalle lagune che orlano l’alto Adriatico alle montagne disegnate tra il lago di Garda e la valle del Piave. Il primo pensiero è per il Parco nazionale delle Dolomiti Bellunesi, che ha per simbolo un fiore di roccia, la leggiadra campanula di Moretti, e offre lo spettacolo dell’aquila reale in volo tra vette che sembrano schizzate da uno scenografo. Poi c’è il Parco regionale dei Colli Euganei, che si levano sulla pianura con fisionomia vulcanica e una vegetazione precocemente mediterranea, con oliveti, vigne e una macchia sempreverde dove spicca il corbezzolo. Infine, il Parco regionale del Delta del Po, uno dei pochi luoghi ancora capaci di offrire sensazioni di libertà assoluta: spiagge solitarie e orizzonti sterminati, dove il silenzio è rotto solo dai richiami degli uccelli, con la possibilità di restare folgorati da un improvviso volo di fenicotteri.

Enogastronomia

Veneto, terra di polenta: gialla o bianca, si accompagna con tutto. Con i formaggi: Asiago, Monte Veronese e Piave, i più titolati. Con i salumi, sopressa vicentina in primis. Con le carni allo spiedo e il pesce. Con la cacciagione e i funghi. Altro denominatore comune è il vino, vero lasciapassare del buongustaio. Sono 15 le strade che portano alla scoperta del patrimonio enogastronomico della prima regione turistica d’Italia. Con l’imbarazzo di citarne solo alcune: la strada del Prosecco, disegnata tra le dolci colline della Marca Trevigiana; la strada della Valpolicella, dove si produce un rosso portentoso, l’Amarone; la strada del Soave, che gli fa da contraltare con un bianco di notorietà mondiale; la strada del Bardolino, rosso o chiaretto, con una dote gastronomica ineguagliabile, dal pesce del lago di Garda alle castagne del Monte Baldo.

PIATTI DELLA TRADIZIONE

Anara col pien'
Baccalà alla vicentina
Baccalà mantecato
'Bigoli co' l'arna'
Brodetto
Cappone alla 'canevera'
'Casunziei'
Fegato alla veneziana
'Fugazza'
'Lasagne da fornèi'
Minestra di fagioli al 'magasso'
'Moleche'
Pandoro
'Pastissada'
'Pearà'
Pesce in 'saòr'
Pinza
Polenta e uccelli
'Risi e bisati'
'Risi e bisi'
'Risi in cavroman'
Riso alla lamonese
Riso con i 'bruscandoli'
Risotto alla chioggiotta
Risotto alla trevigiana
Risotto con il radicchio
Risotto polesano
'Sopa coada'
Tacchinella alla melagrana
'Toresani' allo spiedo

Artigianato

Il primo pensiero è per Venezia, con la sua grande tradizione artigianale: i vetri d’arte a Murano, i merletti di Burano, le maschere e gli abiti del Carnevale, le carte marmorizzate, in una spirale virtuosa che porta a curiosità come le "forcole", nate dal legno per vogare alla veneta e oggi elevate a sculture astratte. Ma anche altre sono le produzioni d’eccellenza dell’artigianato veneto: l’oreficeria di Vicenza, la ceramica di Bassano del Grappa, il mobile in stile nella Bassa Veronese e anche l’abbigliamento con produzioni che riproducono per esempio tabarri d’altri tempi. Occasioni propizie per una visione d’insieme sono i mercatini d’antiquariato. Tra le sedi più interessanti, per partecipazione e scenario: Asolo, celebre tra l’altro per l’eleganza delle sue vetrine; Portobuffolè, piccolo borgo che presta ogni sua strada all’esposizione; Venezia stessa, noblesse oblige, nella cornice di campo San Maurizio.

PRODOTTI ARTIGIANALI

I Merletti
I Metalli
Il Legno
Il Vetro
L’Oreficeria
La Ceramica
La Tessitura e il Ricamo
Le Imbarcazioni
Le Maschere

CARTA D'IDENTITA'

STATUTO
Statuto ordinario (1970)

CAPOLUOGO
Venezia

SUPERFICIE
18.391

ABITANTI
4.832.340

DENSITA' (Ab. / Km2)
262,8

CAPOLUOGHI DI PROVINCIA
Belluno; Padova; Rovigo; Treviso; Verona; Vicenza

POPOLAZIONE ATTIVA
54,2%

TASSO DISOCCUPAZIONE
4%

PIL PER ABITANTE
26.144

AREE PROTETTE
5,1%

Eventi Vedi tutti

Festa del Radicchio rosso di Rosson

Fino al 5 febbraio 2012

Dosson

Veneto Jazz Winter

Fino al 20 aprile 2012

Chioggia