Monte Circeo visto da Sabaudia/cc-sa-by egnoka
La leggenda vuole che qui Ulisse, sbarcando, incontrò la maga Circe; ammaliato da tanta bellezza, l'eroe greco non avrà fatto caso alla cornice, che doveva essere poco allettante, con il promontorio svettante su un litorale allagato e un entroterra di mortifere paludi. Il paesaggio odierno si deve alle bonifiche attuate tra il 1926 e il 1935 dall'Opera Nazionale Combattenti: la piana redenta, segnata da un reticolo di strade e messa a coltura; la città di Littoria per capoluogo, ribattezzata col nome di Latina alla fine del Ventennio; Sabaudia, centro satellite, con una piazza d'atmosfera metafisica a ridosso del lago costiero che porta il suo nome; una litoranea che corre rettilinea alle spalle delle dune aperta a scorsi di mare; l'antico borgo di San Felice Circeo, in posizione rilevante, destinato a a un futuro turistico d'élite. Alla fine, quel poco di natura selvaggia rimasta fu riunito nel Parco nazionale del Circeo: il monte, coperto dalla macchia mediterranea e vigilato dal falco pellegrino; la selva, habitat umido per il cinghiale e la beccaccia; i quattro laghi, rifugio per gli uccelli migratori e dedito all'allevamento di pesci e molluschi; la duna, dove fiorisce a mazzi il giglio di mare; tra più di cento siti archeologici, la villa di Domiziano. Nella sfera d'interesse del Circeo rientra anche Terracina, attraversata dalla Via Appia, ricca di monumenti che testimoniano di un passato che spazia dall'età dei Volsci al Medioevo cristiano. Nella realtà odierna, prima ancora del turismo, ha ruolo determinante l'agroalimentare, a partire dagli ortaggi, che nelle terre di bonifica trovano ambiente ideale, ma anche particolare ricchezza di sapore per i minerali che traggono dall'acqua leggermente salmastra. Interessante, la giovane realtà vinicola della Doc Circeo, tanto nei bianchi a base Malvasia e Trebbiano, quanto nei rossi, da uve Merlot e Sangiovese. Sempre importante, la pesca, esercitata nel tratto di mare da Anzio a Gaeta, con l'isola di Ponza all'orizzonte: un illustre ittiologo di fine Ottocento, Domenico Giordano, la documentò con i suoi studi, valutando in oltre 70 i tipi di pesce d'interesse culinario, a beneficio di straordinarie zuppe di pesce.