Palermo e la Sicilia Occidentale

Zona turistica

Cefalù, marina /cc-by Miguel Virkunnen Carvalho
Cefalù, marina /cc-by Miguel Virkunnen Carvalho

Si deve agli Arabi la ripartizione amministrativa della Sicilia in tre domini reali; quello occidentale prendeva nome di Vallo di Mazara e corrispondeva grosso modo alle attuali province di Trapani, Palermo e Agrigento. Zona esemplare, densa di elementi d'interesse, è quella di vertice, con l'evidente prolungamento in mare delle isole Egadi: Favignana, Levanzo e Marettimo. Particolare è la conformazione della costa fra Trapani e Marsala, con saline e lagune costiere frequentate dagli uccelli migratori, e siti archeologici che rimandano alla civiltà punica. Nel primo entroterra spicca in posizione rilevante Erice, città di storia remota, dagli Elimi ai Normanni, ancor oggi d'atmosfera fuori del tempo, eppure all'avanguardia per iniziative culturali e scientifiche. Protesa verso il Tirreno è invece San Vito lo Capo, borgo marittimo convertito al turismo grazie alla magnifica cornice d'ambiente, ma anche alla singolare specialità del cuscus di pesce; nell'entroterra del golfo di Castellammare, si raggiunge infine Alcamo, città intatta nel suo nucleo trecentesco, ma anche molto attiva, specie nella produzione di quel Bianco D'Alcamo che è tra i vini più apprezzati dell'isola; vicino è il sito archeologico di Segesta, con il tempio a cielo aperto che offre una delle immagini più emozionanti del viaggio. Passando alla costa affacciata sul Canale di Sicilia, superate le vigne del Marsala, si raggiunge Mazara del Vallo, primo porto peschereccio d'Italia, e quindi Castelvetrano, sullo sfondo a vigne e olivi della valle del Belice, mentre sulla costa si scopre l'emozionante zona archeologica di Selinunte. Analogo resoconto si potrebbe fare del Palermitano e dell'Agrigentino: i siti archeologici, a partire dalla Valle dei Templi; le città arabo-normanne di Monreale e Cefalù; le spiagge mondane come a Mombello o solitarie come ad Eraclea Minoa; l'entroterra affascinante delle Madonie o della valle del Platani; le località turistiche come Sciacca. Sottolineando, però, un singolare trait d'union fra i due capoluoghi: a Palermo, il parco letterario che porta a scoprire i luoghi del «Gattopardo», e ad Agrigento, quello che invece avvicina alle fonti dell'ispirazione teatrale di Pirandello.

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