Valtellina

Zona turistica

Valtellina /cc-sa-by Simone Asnaghi
Valtellina /cc-sa-by Simone Asnaghi

La valle è quella dell'Adda a monte del lago di Como, su su fino alle sorgenti del fiume alle falde dello Stelvio, mondo severamente alpino, di antica storia, con straordinari paesaggi e ambienti di alta montagna. Nella parte più bassa, il solco è disposto da est a ovest: terrazzato a vigneti sul versante, settentrionale, delle Alpi Retiche; diviso tra boschi e pascoli di celebri formaggi su quello meridionale, delle Prealpi Orobie. A fondovalle si incontrano Morbegno e il capoluogo Sondrio; dal crinale alpino scendono due vallate, la val Màsino e la Valmalenco, che danno accesso a montagne celebri come Pizzo Badile, Disgrazia e Bernina. La parte superiore della valle, che scende da nord-est, è dapprima stretta e ripida, con Tirano e la valle laterale di Poschiavo che sale al passo del Bernina (m 2323) per scendere in Engadina, a Sankt Moritz. Poi la valle principale punta a nord e si apre nel piano di Bormio, il centro valtellinese di maggior richiamo, da dove si sale al passo dello Stelvio (m 2758). Il turismo estivo ha come ambiti privilegiati il Parco Regionale delle Orobie, con l'Alta Via che passa di valle in valle sempre in dorsale, e il Parco Nazionale dello Stelvio, dove gli scenari sono quelli dell'Ortles-Cevedale, massiccio con un centinaio di ghiacciai, fra cui quello dei Forni che è il maggiore d'Italia, e 25 valli che scendono in ogni direzione. Con la neve lo sci diventa protagonista in tutta la Valtellina: sono 450 i chilometri di piste da discesa e 200 i chilometri di tracciati per il fondo, oltre agli snowpark per le discipline più recenti. Attrazione costante è l'enogastronomia, che ha itinerario di riferimento nella Strada del Vino e dei Sapori: in primo piano sono le cantine del Valtellina Superiore Docg, vino rosso di antica fama, specie nella versione Sfursat, da uve passite, ma numerose sono le tappe per onorare altri prodotti tipici ben noti: dai salumi, con la bresaola e quel singolare prosciutto di capra che va sotto il nome di “violino”, ai formaggi, con prima citazione per il Bitto d'alpeggio, protagonista anche nei pizzoccheri, il piatto di pasta di grano saraceno che è simbolo della cucina valtellinese.

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